I giovani occidentali innamorati del narghilè, ma gli esperti: “Fa più male delle sigarette”

Pubblicato il 10 Maggio 2010 - 18:42 OLTRE 6 MESI FA

E’ boom di narghilè tra i giovani occidentali e la sua diffusione preoccupa gli esperti che dicono: fa più male del fumo delle sigarette.

Il fascino del mondo arabo e la credenza diffusa che sia un modo di fumare “sano”, fa del narghilé o shisha, pipa ad acqua proveniente dall’Egitto, una moda molto diffusa in tutto l’Occidente.

Tanto che in Canada ad esempio, come rileva uno studio pubblicato sulla rivista ‘Pediatrics’, il 25% dei giovani tra i 18 e 24 anni ne fa uso, pensando che sia meno dannoso di una sigaretta. Una moda che ancora non è tale tra i ragazzini italiani, ma che potrebbe diventarlo presto, come paventano gli esperti, con effetti pericolosi per la salute.

“Il narghilé contiene monossido di carbonio, nicotina, catrame, metalli pesanti e sostanze cancerogene – precisa il farmacologo Silvio Garattini, direttore dell’Istituto Mario Negri – superiori a quelle delle sigarette. Tutte sostanze che entrano nella circolazione ematica e negli organi”.

Addirittura, secondo uno studio realizzato nel 2008 dall’Oms, in una ‘sessione’ di pipa ad acqua si inalerebbe l’equivalente di 100 o più sigarette. Eppure molti giovani credono che faccia meno male di una sigaretta. Secondo uno studio condotto dall’università di Montreal, in Canada, su 871 ragazzi tra i 18 e 24 anni, il 23% ha usato il narghilé, il 5% una o più volte al mese.

Ad apprezzarlo sono soprattutto i maschi di lingua inglese, che vivono da soli e guadagnano di più. “In Italia per fortuna ancora non è una moda diffusa tra i giovani e speriamo non lo diventi – commenta Piergiorgio Zuccaro, direttore dell’Osservatorio fumo, alcol e droghe dell’Iss – Il narghilé è più tossico delle sigarette, perché non ha filtri, e non si può controllare cosa c’é dentro”.

Non bisogna dimenticare poi che “chi fuma il narghilé è anche un maggior consumatore, rispetto ai non fumatori – aggiunge Garattini – di alcool, droghe d’abuso, farmaci psicotropi e sigarette, e che molte sostanze vengono aggiunte, soprattutto dai giovani”, come ad esempio la marijuana. In Italia attualmente le mode che non conoscono sosta tra i ragazzini sono fumo e alcol.

Secondo l’ultimo rapporto dell’Iss in Italia i giovani fumatori di 15-24 anni nel 2009 sono più di un milione e 700 mila (con un +5% rispetto al 2008). Le ragazze sono passate dal 17,5% al 23,8% e i ragazzi dal 30,3% al 34%. E l’età della prima sigaretta continua a calare. Rileva l’Istat che il 7,8% dei 14-24enni ha iniziato a fumare prima dei 14 anni e non manca chi prova già a 10-11 anni.

“Considerando la diffusione del fumo tra i giovani e l’alto numero dei locali dove si può fumare il narghilé – conclude Giuseppe Mele, presidente della Federazione italiana medici pediatri – è facile prevedere che questo problema presto si porrà anche da noi”.