Bologna, il salvataggio è più lontano: sfumato l’accordo tra Zanetti e Porcedda

Pubblicato il 15 Dicembre 2010 20:54 | Ultimo aggiornamento: 15 Dicembre 2010 21:05

E’ saltato l’accordo per il passaggio di mano del Bologna Calcio. Massimo Zanetti e Giovanni Consorte non sono riusciti a convincere l’attuale proprietario dell’80% delle quote, Sergio Porcedda, a chiudere la trattativa per il salvataggio del club.

Si è arenato così sullo stop dell’immobiliarista sardo l’innovativo progetto del comitato radunato dall’ex numero uno di Unipol, con il proprietario della Segafredo, capitano di una squadra di una decina di imprenditori della città, più altre quote di azionariato diffuso, pronti ad investire, acquisire e ricapitalizzare la società.

L’offerta non ha tuttavia soddisfatto Porcedda, che starebbe valutando altre ipotesi, lasciando però sempre più in bilico il destino di una squadra penalizzata, a rischio fallimento, con l’inesorabile conto alla rovescia della messa in mora chiesta dai giocatori. Il no è arrivato dopo una lunga riunione, come spiega una breve nota di Intermedia, la banca d’affari dello stesso Consorte.

Un confronto in cui ”non si e’ arrivati all’accordo relativamente alla copertura dei crediti vantati dal Bologna Fc 1909 nei confronti del signor Sergio Porcedda ed alle perdite maturate dalla società”. Si parla di debiti che il presidente avrebbe proprio nei confronti del club che a luglio aveva rilevato dai Menarini, ora al 20%. Senza peraltro, a quanto ha detto la stessa famiglia di costruttori, sborsare un solo euro.

Una delle voci circolate e mai smentite, riguarda tre milioni passati dalle casse del club a quelle di Porcedda, subito dopo l’acquisto. In ogni caso ci sarebbero debiti da onorare, soldi che andrebbero iniettati nel Bologna, prima ancora di partire con la ricapitalizzazione. Debiti che Intermedia, incaricata da Porcedda e Menarini dell’operazione di ‘due diligence’ prima che il mandato venisse rimesso, à in grado di quantificare con precisione. Nel caso in cui il presidente non disponesse di liquidità, la ‘merchant bank’ aveva anche periziato un immobile in Sardegna, di proprietà.

A nulla, comunque, è contato che nei giorni scorsi l’offerta fosse valutata percorribile sia dai Menarini, che dall’ad Marras, portavoce tra il sempre più sfuggente presidente e il gruppo di Consorte. Ma non da Porcedda. Ora, almeno secondo il proprietario della Virtus Pallacanestro Claudio Sabatini, che vanta un filo diretto con l’immobiliarista sardo, questi avrebbe in piedi un’altra ipotesi di trattativa, che probabilmente considera più conveniente di quella di Zanetti e soci.

Sabatini da tempo si è candidato ad acquisire il Bologna, o comunque ad aiutarlo a ”evitare il fallimento”. Ha fatto sapere che Porcedda, dopo la riunione ”è partito per una grande città italiana”. Ha detto di augurarsi che le parti (Zanetti e Porcedda), ”possano riconciliarsi”. Ma ha detto anche che, se dovesse sfumare pure l’ulteriore passo dell’imprenditore sardo, ”domani si farà vivo con me, abbiamo già un accordo”.