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Calciomercato, il Mondiale dei giovani: Ozil, Asamoah e Eriksen, l’Europa guarda ai campioni del futuro

Gregory Van Der Wiel

Faccia tosta e piedi buoni, sono gli emergenti del calcio del presente e i protagonisti di quello del futuro. Il mondiale sudafricano ha messo in evidenza molti ottimi giovani: ecco la top ten dei migliori ‘under 21’ del mondiale.

THOMAS MUELLER: Vent’anni e una sola stagione in Bundesliga, è stato il simbolo della Germania giovane e selvaggia. Cinque gol, tanta classe e un grande rammarico: aver saltato per squalifica la semifinale persa con l’Olanda. Attaccante duttile e moderno, può diventare uno dei più forti del mondo. Ammesso che non lo sia già.

ANDRE’ AYEW: Classe 89, figlio di Abedì Pelè, è uno dei talenti più puri visti al mondiale. Ala dell’Arles e della nazionale ghanese, ha avuto lo stesso destino di Mueller, privato dei quarti contro l’Uruguay per squalifica. Il futuro del calcio africano è anche nei suoi piedi.

GIOVANI DOS SANTOS: Campione del mondo under 17 con il Messico, è dotato di tecnica sopraffina e grande visione di gioco. L’attaccante è stato uno degli ingranaggi fondamentali della nazionale messicana, in luce soprattutto nella partita in cui hanno strapazzato la Francia.

MESUT OZIL: Al Werder Brema ha rimpiazzato Diego senza che nessuno si accorgesse la differenza, ai mondiali è stato il cervello di una squadra che ha incantato con il suo gioco. ‘Numero 10’ vecchia maniera, ha già alle calcagna i più grandi club d’Europa.

GREGORY VAN DER WIEL: A 21 anni il ct olandese ha puntato su di lui come esterno destro della difesa, e il giovane talento dell’Ajax ha ripagato le aspettative, costruendo, con il navigato Van Bronckhorst, una coppia di esterni solida, ma dotata anche di grandissima spinta.

KWADWO ASAMOAH: All’Udinese il merito di aver scommesso prima degli altri sul ghanese, grande protagonista anche ai mondiali sudafricani con il risultato di di trovarsi in casa un patrimonio. Centrocampista solido, ma anche dai piedi buoni, ha dato equilibrio alla sua nazionale.

JEROME BOATENG: Passerà alla storia come il primo ad aver giocato un mondiale contro un fratello (il Boateng del Ghana): partito come riserva si è guadagnato spazio nella Germania multi-kulti di Loew: nei quarti di finale contro l’Argentina ha cancellato Tevez dal campo.

CHRISTIAN ERIKSEN: A 18 anni e c’è già chi lo paragona a Michael Laudrup, miglior giocatore danese di tutti i tempi. Centrocampista offensivo (nato nel 1992 quando la Danimarca era sul tetto d’Europa) con una straordinaria visione del gioco, ha giocato sprazzi di partita facendo cambiare passo all’Olanda.

NICOLAS LODEIRO: Fisicamente non imponente, ma con un sinistro formidabile e un buon fiuto per il gol, il suo mondiale è stato condizionato dal un’espulsione e da un infortunio al piede che gli ha precluso la semifinale. Tabarez punta molto per il futuro sul centrocampista dell’Ajax.

WINSTON REID: Mezzo danese, mezzo neozelandese con sangue maori è stato uno dei pilastri della difesa del miracolo ‘All Blacks’, mai sconfitta in tre partite. Esterno sinistro agile e potente, ha anche segnato uno dei due gol della nazionale della Nuova Zelanda.

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