Caos Roma: spogliatoio spaccato, società fantasma e Ranieri con le valigie pronte

Pubblicato il 10 Dicembre 2010 - 10:29 OLTRE 6 MESI FA

AS Roma

Un articolo del “Tempo” ricostruisce il momento delicato della Roma. E’ caos totale tra allenatore e calciatori.

Ricorderanno tutti il gruppo d’acciaio della gestione Spalletti, ma anche della felice cavalcata della stagione scorsa, quella della rimonta e del sorpasso sull’Inter, poi è mancato il solito soldo per fare una lira.

Capita spesso, dalle nostre parti. Per carità, neanche adesso Trigoria ospita malumori, almeno a sentire le voci del tecnico e della società. Parole, appunto, che di questi tempi non bastano a cancellare i fatti.

Non sussurri, non «rumors», episodi eloquenti che sono sotto gli occhi di tutti, anche se qualcuno è disposto a chiuderli secondo la politica cara allo struzzo, che pensa di annullare i rischi nascondendo la testa sotto la sabbia.

Non è sfuggito alle telecamere l’ultimo, significativo screzio, protagonisti Totti e Burdisso, una visibilità poco gradita, però inevitabile quando c’è di mezzo il capitano. La mia personale sensazione è che i richiami vivaci del difensore, un giocatore disposto a sputare sangue prima di arrendersi, non fossero del tutto immotivati. La Roma stava giocando, in Romania, una partita di modesto spessore, segnata anche da svogliatezza e superficialità, alla fine il pareggio del Cluj non poteva passare sotto silenzio, a parlare è stato un leader del campo, a rispondere il leader delle propensioni della città.

Ma forse l’episodio sarebbe stato più facilmente circoscritto se non lo avessero preceduto altri malumori più o meno palesemente espressi. Rapporti difficili tra i senatori e la personalità più forte tra i nuovi arrivati, un prestigio garantito a Borriello dai gol a raffìca, quelli che al capitano mancano, condizionandone l’umore.

De Rossi non è più così ferreo nei suoi propositi di fedeltà, la tentazione di nuovi orizzonti diventa più concreta, anche perché Daniele poco sopporta lo scippo della sua prediletta posizione di play basso. Ranieri ha perso la voce, ma forse qualche biglietto ai suoi gladiatori avrebbe potuto scriverlo, la società brilla per assenza, una volta che Montali sembra avere i pensieri rivolti più al futuro che al presente.

Adesso avremo l’ennesima manifestazione di reciproco affetto, i giuramenti sulla solidità del gruppo, fino alla prossima esternazione di scontento. Tutto questo mentre è in arrivo il Bari, ultimo in classifica, ma con l’attenuante di avere perso per strada quasi tutta la bella squadra dell’anno scorso. Attenzione: appartiene alla storia giallorossa la capacità di ridare vita a chi è in coma profondo.