Serie A: Juve e Udinese in vetta alla classifica. Atalanta inarrestabile

Pubblicato il 25 Settembre 2011 17:08 | Ultimo aggiornamento: 25 Settembre 2011 18:06

Roma – Campionato di Serie A, quinta giornata. I risultati, i tabellini ed i marcatori della giornata.

Chievo – Genoa 2-1 Palacio 51′ (G) Pellissier 71′ (C) Moscardelli 93′ (C)  –    Chievo (4-3-1-2): 54 Sorrentino, 20 Sardo, 12 Cesar, 2 Morero, 13 Jokic, 7 Sammarco, 16 Rigoni, 56 Hatemaj, 8 Cruzado, 31 Pellissier, 77 Thereau. (17 Puggioni, 3 Andreolli, 5 Mandelli, 23 Paloschi, 15 Vacek, 6 Bradley, 9 Moscardelli). All.: Di Carlo.    Squalificati: nessuno.    Infortunati: Acerbi e Luciano.    Diffidati:
Genoa (4-3-1-2): 1Frey, 21 Bovo, 2 Dainelli, 13 Kaladze, 24 Moretti, 27 Constant, 4 Veloso, 33 Kucka, 19 Jorquera, 8 Palacio, 99 Caracciolo. (22 Lupatelli, 23 Antonelli, 5 Granqvist, 14 Seymour, 52 Merkel, 10 Birsa, 2 Pratto). All. Malesani.

Lazio-Palermo 0-0 – Lazio (4-3-1-2): 22 Marchetti, 29 Konko, 21 Diakite’, 3 Dias, 19 Lulic, 32 Brocchi, 24 Ledesma, 11 Matuzalem, 8 Hernanes, 99 Cisse, 25 Klose. (1 Bizzari, 33 Stankevicius, 26 Radu, 27 Cana, 7 Sculli, 9 Rocchi, 18 Kozac). All.: Reja. Squalificati: nessuno. Diffidati: nessuno. Indisponibili: Biava, Stendardo, Del Nero, Mauri, Gonzalez. Palermo (4-4-2): 33 Tzorvas, 31 Pisano, 3 Silvestre, 8 Migliacciom 42 Balzaretti, 14 Bertolo, 5 Barreto, 7 Della Rocca, 16 Zahavi, 51 Pinilla, 10 Miccoli (99 Benussi, 2 Mantovani, 13 Aguirregaray, 6 Munoz, 20 Acquah, 72 Ilicic, 9 Hernandez) All. Mangia.

Catania-Juventus 1-1 Bergessio 20′ (C), Krasic 50′ (J) – Catania (4-3-3): 21 Andujar, 2 Potenza, 14 Bellusci, 3 Spolli, 22 Alvarez, 8 Ledesma, 10 Lodi, 20 Sciacca, 7 Lanzafame, 11 Maxi Lopez, 17 Gomez. (30 Campagnolo, 33 Capuano, 4 Almiron, 19 Ricchiuti, 24 Delvecchio, 32 Catellani, 9 Suazo). All. Montella. Squalficati: nessuno. Indisponibili: Biagianti, Legrottaglie, Llama. Diffidati: nessuno. Juventus (4-2-4): 1 Buffon, 26 Lichtsteiner, 15 Barzagli, 3 Chiellini, 6 Grosso, 21 Pirlo, 8 Marchisio, 7 Pepe, 18 Quagliarella, 32 Matri, 27 Krasic. (30 Storari, 19 Bonucci, 11 De Ceglie, 22 Vidal, 24 Giaccherini, 17 Elia, 10 Del Piero).

Atalanta-Novara 2-1 Schelotto 35′ (A), Cigarini 62′ (A) e Porcari 88′ (N) – Atalanta (4-4-2): 78 Frezzolini 25 Masiello, 4 Capelli, 5 Manfredini, 6 Bellini; 7 Schelotto, 21 Cigarini, 22 Padoin, 10 Bonaventura; 90 Tiribocchi, 19 Denis. (16 Polito, 13 Peluso, 77 Raimondi, 17 Carmona, 33 Brighi, 11 Moralez, 28 Gabbiadini). All. Colantuono. Indisponibili: Ferreira Pinto, Lucchini, Consigli. Squalificati: Doni. Diffidati: nessuno. Novara (4-3-1-2): 1 Ujkani; 15 Dellafiore, 24 Paci, 4 Lisuzzo, 3 Gemiti; 17 Porcari, 23 Radovanovic,10 Rigoni; 21 Mazzarani; 11 Morimoto, 69 Meggiorini (31 Fontana, 5 Ludi, 14 Morganella, 2 Giorgi, 20 Granoche, 27 Jeda) All: Tesser.

Siena-Lecce 3-0 Destro 18′ (S), Calaiò 60′ e 87′ (S)  – Siena (4-4-2): 1 Brkic, 2 Vitiello, 13 Rossettini, 80 Contini, 21 Rossi, 70 Mannini, 14 Gazzi, 10 D’Agostino, 17 Grossi, 9 Larrondo, 11 Calaio’. (25 Pegolo, 19 Terzi, 26 Pesoli, 36 Bolzoni, 8 Vergassola, 23 Brienza, 22 Destro). All.: Sannino. Squalificati: nessuno. Diffidati: nessuno. Indisponibili: Angella, Angelo, Del Grosso. Lecce (4-2-3-1): 27 Julio Sergio, 7 Cuadrado, 40 Tomovic, 13 Ferrario, 11 Mesbah, 14 Strasser, 18 Giacomazzi, 22 Piatti, 912 Bertolacci, 77 Pasquato, 17 Di Michele. (91 Benassi, 5 Esposito, 28 Brivio, 6 Giandonato, 8 Obodo, 9 Corvia, 15 Ofere). All. Di Francesco.

Cagliari-Udinese 0-0 – Cagliari (4-3-1-2): 1 Agazzi, 14 F. Pisano, 13 Astori, 21 Canini, 31 Agostini, 8 Biondini, 5 Conti, 4 Nainggolan, 7 Cossu, 18 Nene’, 19 Thiago Ribeiro. (25 Avramov, 3 Ariaudo, 24 Perico, 20 Ekdal, 30 Rui Sampaio, 23 Ibarbo, 9 Larrivey ). All.: Ficcadenti. Squalificati: nessuno. Diffidati: nessuno. Indisponibili: El Kabir, Eriksson. Udinese (3-5-1-1): 1 Handanovic; 17 Benatia, 5 Danilo, 11 Domizzi; 8 Basta, 3 Isla, 66 Pinzi, 7 Badu, 27 Armero; 25 Torje; 10 Di Natale. (A disp. 21 Padelli, 24 Ekstrand, 13 Neuton, 23 Abdi, 20 Asamoah, 31 Fabbrini, 37 Pereyra). All. Guidolin

Parma-Roma ore 20.45 – Parma (4-4-1-1): 83 Mirante, 5 Zaccardo, 29 Paletta, 6 Lucarelli, 18 Gobbi, 80 Valiani, 20 Blasi, 14 Galloppa, 23 Modesto, 10 Giovinco, 99 Pelle’. (1 Pavarini, 33 Santacroce, 19 Rubin, 8 Morrone, 7 Biabiany, 9 Crespo, 11 Floccari). All.: Colomba Squalificati: nessuno Diffidati: nessuno Indisponibile: Brandao. Roma (4-3-3): 1 Lobont; 20 Perrotta, 44 Kjaer, 5 Heinze 3 Jose’ Angel; 7 Pizarro, 16 De Rossi, 15 Pjanic; 31 Borini, 9 Osvaldo, 14 Bojan. (18 Curci, 2 Cicinho, 29 N.Burdisso, 11 Taddei, 87 Rosi, 22 Borriello, 10 Totti) All. Luis Enrique

La classifica del campionato:

1. Juventus 4 2 2 0 7:3 8
2. Udinese 4 2 2 0 5:1 8
3. Genoa 4 2 1 1 8:5 7
4. Napoli 4 2 1 1 6:3 7
5. Fiorentina 4 2 1 1 5:2 7
6. Palermo 4 2 1 1 7:6 7
7. Cagliari 4 2 1 1 6:5 7
8. Chievo 4 2 1 1 6:5 7
9. Siena 4 1 2 1 4:2 5
10. Lazio 4 1 2 1 5:5 5
11. AC Milan 4 1 2 1 5:6 5
12. Catania 4 1 2 1 2:4 5
13. Atalanta 4 3 1 0 7:4 4
14. Novara 4 1 1 2 7:7 4
15. Inter 4 1 1 2 7:8 4
16. Lecce 4 1 0 3 3:7 3
17. Parma 3 1 0 2 3:8 3
18. AS Roma 3 0 2 1 2:3 2
19. Bologna 4 0 1 3 2:8 1
20. Cesena 4 0 0 4 2:7 0

L’ammazza-capoliste. Il Chievo in settimana stoppa il volo del Napoli di Mazzarri e all’ultimo respiro nella sfida con il Genoa di Malesani infligge al Grifone la prima sconfitta stagionale. Ancora una volta a spegnere i sogni degli avversari ci pensa Davide Moscardelli. Romano e tifoso romanista entra e decide il match. Era successo con il Napoli, la storia si ripete con il Genoa. Una vittoria meritata quella dei gialloblu’ che non puo’ prescindere da un episodio chiave: l’espulsione di Dainelli. E il vibrante secondo tempo dopo una soporifera prima frazione nasce proprio dal rosso al difensore rossoblu’.     Il Genoa e’ appena passato in vantaggio. A sorpresa ma ancora una volta grazie all’asse sudamericana Jorquera-Palacio con acuto dell’argentino. Pellissier brucia sullo scatto Dainelli che da dietro lo tocca facendolo cadere.

Sulle prime Russo sorvola, poi su segnalazione del proprio assistente decide per il rigore e l’espulsione. Giusto? L’impressione e’ che il tocco ci sia, ma che sia del tutto fortuito, quasi involontario. Un episodio che magari non conta ai fini del tabellino finale, Pellissier infatti si fa parare il rigore da Frey, ma il Genoa da quel momento arretra troppo, sbanda in difesa, rinuncia ad attaccare. Il Chievo e’ una formichina, sfrutta ogni centimetro del campo per mettere in difficolta’ il Genoa e grazie alla propria coppia d’attacco, proprio in extremis, inchioda il Genoa alla sconfitta. In avvio speculari i moduli scelti da Di Carlo e Malesani. Il tecnico del Chievo recupera in extremis Pellissier mentre il ballottaggio tra Moscardelli e Thereau viene vinto ancora dal francese.

Nel Genoa e’ invece Caracciolo a far coppia con Palacio in attacco. Nel Chievo alle spalle delle punte giostra Cruzado, nel Genoa ancora fiducia al giovane cileno Jorquera. Fa ancora caldo in questo fine settembre a Verona, 27 gradi al Bentegodi che si sentono tutti. L’avvio e’ prudente per entrambre le squadre, il ritmo latita e le occasioni sono davvero ben poche.

Trequartisti o punte che si vogliano l’impressione e’ che sia il centrocampo del Genoa che quello del Chievo siano impostati piu’ nel non prendere il gol. Nella prima frazione una conclusione per parte, il sinistro velenoso di Veloso, ben parato da Sorrentino e un destro di Rigoni su assist di Pellissier con gran intervento di piede di Frey. Pirotecnico il secondo tempo. Palacio manda avanti il Genoa che in dieci vacilla e solo Frey lo tiene a galla. Poi Pellissier si fa perdonare e proprio all’ultimo respiro Moscardelli spegne i sogni dei genoani.

”Sappiamo che c’e’ tanto da lavorare, ma questo non ci deve spaventare, ci deve dare piu’ forza”. Ne e’ convinto Antonio Conte, che invita, nel prosieguo del campionato, a ”restare umili”, dopo l’1-1 ottenuto in rimonta dalla sua Juve a Catania.        ”Non illudiamoci e’ non illudiamo nessuno, la strada e’ lunga”, ha insistito Conte, ai microfoni di Sky, alludendo a chi vorrebbe subito la Juve – che pure e’ provvisoriamente in testa alla classifica – in lotta per lo scudetto.

”Io ho le idee molto chiare”, sottolinea il tecnico riguardo ai problemi di tattica e di formazione, spiegando di cercare di mandare sempre in campo l’undici migliore.     In ogni modo – rileva – non bisogna abbandonare ”il verbo”, che e’ ”lavorare e lavorare”.

Due partite all’Olimpico ed un punto. E’ il magro bottino casalingo della Lazio dopo l’incontro con il Palermo, che si affida al contropiede e ad un ottimo Tzorvas tra i pali per portare via il minimo sindacale da una trasferta alla vigilia dipinta come assai piu’ insidiosa. Invece la squadra del sempre fischiatissimo (dalla Nord) Edy Reja fa un deciso passo indietro rispetto alla vittoria di Cesena e rende la vita relativamente facile agli avversari. Soprattutto nel primo tempo, quando un centrocampo privo di idee e di grinta (quella arrivera’ solo con l’ingresso di Brocchi) costruisce poco e quel poco in maniera confusa.

Reja conferma il 4-3-1-2. Ma il problema della Lazio, assente Stefano Mauri per infortunio, e’ la condizione non ottimale di Ledesma ed Hernanes. Soprattutto il brasiliano, che avrebbe nei piedi le geometrie per guidare il gioco, e’ poco lucido e si accende solo a sprazzi. Meglio nel secondo tempo che nel primo, ma ormai un bel pezzo di partita e’ andata.    Contro un Palermo (con Fabrizio Miccoli in panchina) sempre attento e disciplinato, Klose e Cisse faticano a ricevere palloni pericolosi e quei pochi li sprecano. Per godere di piu’ liberta’ il francese gioca troppo lontano dalla porta ed infatti l’unico allarme per Tzorvas suona al 13′, quando deve deviare un suo gran destro, ma scoccato dalla distanza.

A complicare i piani di Reja contribuisce un Lulic costretto sulla fascia sinistra dall’assenza di Radu. Ma il difensore bosniaco con il piede mancino ha poca confidenza e deve sempre rientrare sul destro, rallentando il gioco. Ed i cross da centrocampo sono una pacchia per i difensori rosanero.     Il Palermo non fa nulla di speciale nei primi 45′: quattro difensori attenti a tenere sempre le distanze, un centrocampo con Eran Zahavi a dettare i tempi, due punte un po’ leggerine, ma veloci. Tanto basta ad arrivare pericolosamente al tiro un paio di volte. Hernandez e Pinilla sono brutte bestie per il legnoso Cana (sostituito nel secondo tempo da Brocchi). Marchetti e’ bravo a respingere una prima volta su Pinilla (12′, poi Hernandez coglie il palo ma e’ in fuorigioco) ed ancora sull’uruguaiano al tiro dopo un solitario contropiede. Hernanes si fa vivo solo al 45′, tiro arcuato e Tzorvas devia. Non c’e’ tempo ber battere l’angolo.

Reja gioca la carta Brocchi e se non altro la Lazio trova un po’ di quello spirito combattivo che era mancato. Henanes si risveglia dal torpore ed una sua punizione e’ alzata da Tzorvas sopra la traversa. Il portiere greco si ripete al 25′ della ripresa, deviando miracolosamente un tiro scaturito da un rimpallo tra Hernanes e Pisano.    Il Palermo ora si difende anche in dieci e quando puo’ cerca di colpire di rimessa.

Al 32′ un tiro angolato di Ilicic (entrato per Pinilla) costringe Marchetti (tanto efficace tra i pali quanto da brividi ad ogni rinvio con il suo unico piede, il sinistro) a deviare in angolo. Esce Hernanes per Sculli senza che la manovra d’attacco acquisti peso. L’ultimo acuto (43′) e’ di Cisse, bravo a colpire al volo dopo essersi liberato di un avversario. Ma e’ bravo anche Tzorvas a dire ancora di no.    Finisce 0-0. Un punto a testa, ma quello del Palermo pesa di piu’.