Serie A, Lazio-Cagliari 4-2 e Cesena-Hellas Verona 1-1 (posticipi 10a giornata)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 novembre 2014 23:33 | Ultimo aggiornamento: 3 novembre 2014 23:34
Diretta Serie A. Lazio-Cagliari e Cesena-Verona (posticipi decima giornata)

Stefano Pioli (LaPresse)

ROMA – Lazio-Cagliari 4-2 e Cesena-Hellas Verona 1-1 nei posticipi della decima giornata del campionato italiano di calcio di Serie A
(per consultare la classifica clicca qui).

LAZIO-CAGLIARI 4-2, gol: Stefano Mauri 7′, Miroslav Klose 24′ e 27′, Braafheid autogol 49′, Joao Pedro 84′ ed Ederson 94′ 

Sembrava tutto facile per la Lazio, che va al riposo avanti di tre gol (a zero), ma rischia di farsi rimontare dal Cagliari, prima di calare il poker del 4-2 finale.

Emozioni e gol all’Olimpico, fra due squadre che decidono di affrontarsi senza appigli tattici – com’è nella natura dei loro allenatori, Pioli e Zeman – ma con il solo obiettivo di ottenere il massimo.

La Lazio aveva nel mirino il terzo posto detenuto dalla Sampdoria, il Cagliari la necessità di tirarsi fuori dalla zona più tormentata della classifica. Va detto che i sardi hanno giocato con la disinvoltura di una grande e hanno avuto il merito di mandare in campo dall’inizio nove italiani.

La Lazio può tirare un sospiro di sollievo, per lo scampato pericolo, e sorride per i sei risultati utili consecutivi (cinque vittorie ed un pari, a Verona): i ‘cugini’ della Roma distano solo tre punti, la zona Champions non è più un bel sogno, da stasera è anche meno proibito.

Il Cagliari aveva dato l’impressione di essere rimasto in capo per soli 7′, il tempo intercorso fra il fischio d’inizio di Del Bello e l’1-0 di Mauri, tuttavia i rossoblù erano apparsi troppo arrendevoli per la loro natura di squadra abituata a non mollare mai. Ha fatto (quasi) tutto la Lazio, con il suo 4-3-3 speculare a quello degli avversari, in grado di garantire determinati impulsi offensivi e di assicurare pericolosità alla manovra.

La differenza, come sempre, la fanno gli uomini-gol e i biancocelesti possono permettersi il lusso di schierare un certo Klose che, quando vede la porta, diventa infallibile. Ma non solo: stasera ha indossato anche i panni di ispiratore della manovra, come sul primo gol. Il Cagliari soffre a destra le scorribande di Candreva e riparte con estrema difficoltà.

Emblematico il gol del 3-0, con Lulic che ruba il pallone a un avversario e innesca Klose. La Lazio preso subito in mano il comando delle operazioni e al 5′ il duo Biglia-Candreva fa le prove generali del gol, Cragno si salva. L’1-0 è rimandato di 2′ e lo sigla Mauri, dopo che Klose avvia l’azione e la finalizza con la complicità di un tocco di testa di Lulic.

Il Cagliari accusa il colpo e va in confusione, la Lazio – dopo che Sau si è fatto fermare in uscita da Marchetti – cerca di chiudere al più presto i conti e ci riesce fra il 25′ e il 26′, allorchè Klose firma la prima doppietta in campionato. Il tedesco sul 2-0 avvia l’azione, serve sulla destra Candreva che crossa dalla parte opposta per Lulic che, di testa, mette il pallone sui piedi di Klose, per un gol facile, facile.

Passano 60″ e Klose riceve ancora da Lulic, che ruba un pallone nella trequarti del Cagliari, e batte Cragno con la complicità della deviazione di un difensore. Cagliari al tappeto? Neanche a parlarne. I sardi rientrano in campo con il fuoco dentro e costringono la Lazio nella propria area, ma soprattutto l’impacciato Braafheid a deviare nella porta di Marchetti un pallone vagante a pochi dalla linea.

I sardi potrebbero riaprire il match, dopo che Lulic fallisce il 4-1, ma Ibardo viene fermato da Marchetti in uscita e Crisetig calcia in curva sud. Lo stesso Ibarbo, prima di farsi espellere per un fallo di reazione su Lulic, fallisce l’impatto con il pallone a pochi passi dalla porta. Nel finale il Cagliari riapre tutto con un gol di Joao Pedro, che insacca da pochi passi su assist di testa del nuovo entrato Benedetti, ma ci pensa Ederson ad archiviare la pratica.

CESENA-VERONA 1-1, gol: Defrel 21′ e Juanito Gomez 77′  

Nel segno di Guido Marilungo. Inizia così il pre-partita di Cesena-Verona con i giocatori del Cavalluccio in campo nel riscaldamento con la maglia numero 89 per un segno tangibile di vicinanza all’attaccante marchigiano ai box per lungo tempo, tra i 2 e i 3 mesi, per lo strappo all’adduttore della coscia sinistra. Segnale di un gruppo forte, testimoniato anche dagli abbracci rivolti a Carbonero prima del fischio d’inizio per far forzare al colombiano al debutto dal primo minuto. Il sudamericano è ordinato, bloccato tatticamente nella gabbia creata su Hallfredsson cresce alla distanza.

Chi invece fa la differenza tra le fila del Cesena è Hugo Almeida: il centravanti ancora non al meglio della condizione gioca spesso da fermo ma tiene impegnata tutta la difesa aprendo varchi sulla trequarti. Di testa poi ci arriva quasi sempre, al 21′ la sua spizzata di prima intenzione su lancio di Cascione smarca Defrel al limite dell’area:

Marquez è tagliato fuori perché ha seguito il lusitano in profondità e così il francese bianconero ha tutto il tento per stoppare e di sinistro fulminare Rafael per l’1-0 che fa esplodere il Manuzzi. Un lampo a tramortire il Verona che fino a quel momento aveva condotto le danze, tanto possesso palla in verità ma senza pungere. Sotto questo aspetto è riuscito meglio il Cesena anche prima del gol con De Feudis (2′) e Cascione (14′) a concludere da fuori rispettivamente sfiorando la traversa e impegnando il portiere avversario.

La reazione del Verona nel primo tempo, bloccata come detto la mente Hallfredsson con Volta e Capelli ad annullare Gomez e Nico Lopez, sta tutta nel colpo di testa di Nené non di molto fuori ad anticipare Lucchini al 29′. Il piede sull’acceleratore i gialloblù lo spingono ad inizio ripresa schiacciando il Cesena nella propria area. Brivio e Sorensen creano la superiorità numerica ma ancora un volta è Nené a sciupare una ghiotta chance al 55′ tirando tra le mani di Agliardi da pochi passi di testa.

Il primo quarto d’ora della ripresa in pratica l’Hellas lo vive nella metà campo avversaria complice anche un Cesena che ha abbassato il baricentro. I padroni di casa sono in apnea (due i cambi obbligati Mazzotta per Renzetti, Krajnc per Lucchini), il gol del Verona è nell’aria seppur la squadra di Mandorlini rimanga in dieci: usati i tre cambi, in un contrasto con Defrel rimane a terra Sorensen e il terzino destro non riesce a recuperare.

Ma la spinta gialloblù è premiata da un super gol di Juanito Gomez che su cross di Tachtsidis si inventa una girata di testa a sorprendere Krajnc e Mazzotta per il pareggio. Un sussulto prima del finale vibrante. Il Cesena si getta all’attacco, dentro Djuric per garantire fisicità ed è proprio il bosniaco a mangiarsi un gol quasi fatto al 90′: su sponda di Hugo Almeida il suo colpo di testa da un metro si spegne nelle mani di Rafael. Portiere che poi si supera in pieno recupero su Cascione salvando il pari.