Roma, arbitra Russo? E’ corrida. In due partite 4 rigori, 4 espulsioni e 10 errori

Pubblicato il 2 Maggio 2011 13:52 | Ultimo aggiornamento: 2 Maggio 2011 13:52

Carmine Russo (foto LaPresse)

BARI – Le spiegazioni possibili sono due: la sfortuna oppure i limiti tecnici. A voler essere maliziosi se ne potrebbe trovare anche una terza: un problema di discernimento davanti ai colori giallo e rosso. Per Carmine Russo della sezione di Nola la Roma è un piccolo incubo personale, e viceversa. Anche se domenica sera, a Bari, la Roma senza meritarlo un risultato lo ha portato a casa.

La storia di questa stagione, infatti, racconta che due volte si sono incontrati Russo e la Roma, due volte è finita in disastro tra rigori concessi (4 di cui 3 eufemisticamente dubbi), non concessi (3 o 4 di cui un paio solari) ed espulsioni (4 in due partite di cui un paio rivedibili).

Il primo incontro-scontro tra Russo e la Roma risale ad inizio campionato, quarta giornata di serie A. Di fronte ci sono Brescia e Roma, sulla panchina dei giallorossi siede ancora Claudio Ranieri. Finisce 2-1 per i lombardi ma a Roma individuano un solo responsabile della sconfitta: Carmine Russo. L’arbitro, infatti, sull’1-0 per il Brescia vede (solo lui e il guardalinee) un rigore per fallo di Mexes. Due errori in uno: il difensore prende la palla e l’intervento è fuori area. Fuori, invece, finisce solo un isterico Mexes.  Nella stessa partita, poco dopo, Hetemaj che non fa il portiere blocca a mani alte un tiro in area di rigore, ma Russo non vede.

Dopo la partita le dichiarazioni sono infuocate. E succedono due cose:  la Roma incappa in una serie di decisioni “fortunate”, Cesena e Catania solo per citare due partite vinte con gol da annullare, e Russo e i giallorossi non si incrociano più fino a domenica sera. Nel frattempo si registra anche uno sfogo del papà dell’arbitro (i fischietti, è noto, sono muti come tombe).  Russo senior prova a difendere l’indifendibile e con poca eleganza se la prende col guardalinee, reo di aver rovinato la “carriera” al figlio: “La rovina di mio figlio è Ayroldi, il suo assistente, lo stesso che ha causato il fallimento al Mondiale di Rosetti. Ormai la carriera di Carmine è finita, bruciata. Non meritava tutto questo”.

Col Bari Russo combina un nuovo disastro: concede al Bari un rigore discutibile, poi ne concede alla Roma uno totalmente inesistente (quello che Totti, sul 2-2 calcia sul palo). L’episodio fa pensare ad una “compensazione” per un rigore non concesso prima per fallo di mano. Compensare, però, come dicono i dirigenti arbitrali è sommare due errori. Anche il gol che fa vincere la Roma è irregolare: l’azione parte da un calcio d’angolo per il Bari trasformato in rimessa dal fondo. Poi le espulsioni: solare quella di De Rossi, molto discutibili le altre due.

Al di là dei vantaggi o meno rimangono le perplessità: un concentrato di errori in sole due partite che fanno pensare ad un arbitro “non sereno” come dicono quelli gentili per non dire apertamente “incapace”. Un peccato: ieri sera il Bari ha offerto un bello spettacolo, ha onorato l’impegno e meritava, come la Roma, un arbitraggio migliore.