La Juventus ha spazzato via il Napoli: il Milan è più vicino

Pubblicato il 2 Aprile 2012 10:20 | Ultimo aggiornamento: 2 Aprile 2012 10:20

Quagliarella (LaPresse)

TORINO –  Disintegrato il Napoli, blindato il secondo posto, avvicinato il Milan: piu’ missione compiuta di cosi’, per la Juventus, non era possibile. Il sogno continua, come direbbe Conte, perche’ se e’ vero che i rossoneri hanno il calendario molto piu’ facile, lo e’ altrettanto che hanno il Barcellona martedi’ e che con solo due punti di vantaggio potrebbero rischiare la sindrome del braccino corto.

E’ stata una Juve che ha replicato la ripresa di una settimana fa con l’Inter: primo tempo morbido e poi seconda parte con un impressionante cambio di ritmo. I tre tenori azzurri, che nel primo tempo non si erano visti, nella ripresa hanno tentato un breve contrattacco, ma la squadra di Conte ha chiuso tutti gli spazi, morso ogni centimetro di campo con anticipi feroci, riproposto gioco collettivo in velocita’ e sicurezza. E a dare ancora piu’ merito alla Signora, il fatto che anche stasera per lunghi tratti le e’ mancato Vucinic, confusionario e velleitario.     Il Napoli e’ crollato dopo il primo gol bianconero: ha tentato una rabbiosa risposta con il suo fraseggio corto e veloce, ma ha sempre cozzato contro l’organizzazione difensiva bianconera, semplicemente maestosa perche’ nei punti cruciali arrivavano puntualmente, con interventi chirurgici, Pirlo, Marchisio e Vidal, gente che per mestiere dovrebbe costruire piu’ che distruggere.

E’ l’orchestra costruita da Antonio Conte, che se avesse solisti di maggior spessore in attacco, sarebbe perfetta e forse anche davanti al Milan del grande Ibra.    Delusione totale invece da questo Napoli, che avrebbe dovuto sbancare Torino per giocarsi l’ultima carta-Champions diretta, riducendo ad almeno otto i punti di distacco nei confronti della Juventus. Questa sera diventano invece 14 e buon per Mazzarri e soci che la Lazio abbia perso a Parma: resta il terzo posto da conquistare con i denti, ma non sara’ una passeggiata. Unico alibi per il tecnico azzurro, la condizione fisica insufficiente di Maggio, che non era ancora in grado evidentemente di rientrare e infatti e’ uscito dopo 25 minuti. Ma gli azzurri hanno portato un solo pericolo vero alla porta di Buffon nel primo tempo, con una girata di Lavezzi, su un pallone regalato dalla difesa bianconera.

A schemi speculari, quindi, la Juve ha vinto nettamente, anche in virtu’ di una condizione fisica superiore: vedere Pirlo correre in difesa e conquistare palla al 90′ e’ spettacolo da stropicciarsi gli occhi. Grandissimo Vidal, anema e core bianconeri: moltissimi i palloni conquistati e gol da campione per mettere al sicuro il risultato. Il primo lo aveva segnato Bonucci, un altro che Conte ha rivoltato come un guanto, facendolo diventare da brutto anatroccolo a difensore sicuro e autorevole. Gigantesco Chiellini, in crescita De Ceglie, altro miracolato.

Se al tecnico bianconero il soprannaturale riuscisse anche in attacco, trasformerebbe le buone punte bianconere in bomber veri.     Ma il miracolo vero centrato da Conte e’ appunto questo: arrivare secondo e lottare ancora per lo scudetto con una squadra non certo di undici fuoriclasse.     Per una volta, tra i migliori in campo c’e’ l’arbitro: ha dato una vera lezione di come non sia impossibile dirigere alla perfezione una partita molto difficile.