Minacce a Iodice, Claudio Lotito: “Un agguato per screditarmi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Febbraio 2015 21:23 | Ultimo aggiornamento: 13 Febbraio 2015 21:23
Minacce a Iodice, Claudio Lotito: "Un agguato per screditarmi"

Minacce a Iodice, Claudio Lotito: “Un agguato per screditarmi” (foto LaPresse)

ROMA – Definisce un “agguato” la pubblicazione della sua telefonata con il dirigente dell’Ischia Pino Iodice. Claudio Lotito non ci sta e con una lunga nota ridadisce la sua posizione sulla vicenda. Lotito è finito nella bufera in particolare per il passaggio sul Carpi e il Frosinone che abbasserebbero la quota di diritti televisivi in caso di arrivo in Serie A.

Scrive Lotito:

 “Il mio richiamo agli effetti negativi dell’accesso delle squadre provinciali alla serie A è stato indicato da me come rischio di una possibile riduzione dei diritti televisivi, in conseguenza della riduzione degli utenti, e non certo come desiderio di impedire ai club minori di arrivare a competere con i club maggiori”.

“Contrabbandare queste mie valutazioni come tentativo di influire sul regolare andamento sportivo dei tornei – scrive ancora il presidente della Lazio -, al fine di avvantaggiare i grandi club e svantaggiare i club di provincia, è un vero e proprio falso calunnioso, finalizzato a screditare la mia figura ed impedirmi di continuare nel rinnovamento che costituisce il programma della nuova dirigenza della Fig”.

Lotito dice di aver subito un vero “agguato”:

“Il mio dire appare logico e collegato ad una politica di riforme più volte pubblicizzata e portata all’attenzione delle istituzioni nazionali e sportive; se le mie dichiarazioni vengono strumentalizzate per travolgerne il contenuto e per sfruttarlo in termini di lotta di potere, come emerge dalle interpretazioni del mio interlocutore che ha “organizzato il suo agguato” si compie un vero e proprio falso intellettuale per agevolare l’agguato di un soggetto che, forse, ha tirato la volata a chi crede di sovvertire in questo modo una legittimazione derivante da metodi democratici e trasparenti, ben lontani dalle furtive registrazioni di telefonate mirate a creare lo scandalo. Comportamento,questo, che non mi sembra conforme né alle norme deontologiche cui deve attenersi un tesserato né alle norme cui deve attenersi un qualunque cittadino”.