La Roma cala il poker col Palermo. Napoli perde il treno scudetto. Crollo Lazio

Pablo Osvaldo (Ansa)

ROMA – L’Inter riapre il campionato ma il Napoli perde il treno scudetto facendosi raggiungere dal Torino. Avanza la Fiorentina alla terza vittoria consecutiva mentre la Lazio viene annientata 4-0 dal Catania. Con un altro poker, 4-1, la Roma si riscatta battendo il Palermo.

Sono i risultati dell’undicesima giornata di serie A, quella che riapre il campionato e consegna alla serie A una Juventus finalmente tornata battibile.

Nel posticipo la Roma dà segni di risveglio e dopo 2 ko consecutivi liquida un Palermo che si riscopre in crisi e fragile dietro. Per i giallorossi, senza De Rossi acciaccato e Pjanic per scelta tecnica, è tutto facile. Il primo gol arriva dopo 10 minuti ed è il sigillo numero 219 in serie A di Francesco Totti. Il Palermo non reagisce e dopo una manciata di minuti raddoppia Osvaldo. A quel punto, visti i precedenti, la Roma potrebbe e dovrebbe aver paura.

E invece no: complice un Palermo completamente assente la Roma continua a spingere e nella ripresa arriva anche il centro di Lamela che archivia la pratica. C’è gloria anche per Destro, subentrato a Totti, autore del 4-0. Gloria “macchiata” da un’espulsione che gli farà saltare il derby: per festeggiare il suo primo gol con la Roma Destro, già ammonito, prova a togliersi la maglia. Osvaldo lo ferma in tempo ma l’arbitro lo vede e con severità fuori luogo lo espelle lo stesso. Nel finale arriva il gol di Ilicic che attenua appena la disfatta di un Palermo che all’Olimpico ha fatto lo spettatore.

Lo shock, colpo che rischia di mettere fine con troppo anticipo alla rincorsa del Napoli a Juve e Inter, arriva nel recupero. Fino a quel momento il Napoli campa di rendita grazie al gol in apertura del solito Cavani. Il Torino gioca al San Paolo in modo autorevole, continua a guadagnare un corner dopo l’altro e soprattutto rischia solo su un contropiede di Hamsik. Il Napoli, invece, fa fatica e si vede: subisce senza ripartire, fa una partita di puro contenimento. In casa e con una squadra di media classifica. E invece la beffa, che vista dal punto di vista granata, è meritato pareggio, è servita da Sansone che liberato da uno svarione di Aronica  tutto solo fredda De Sanctis.

Per il Torino è la conferma dell’imbattibilità esterna, per il Napoli un’amarissima occasione persa con la Juve che è ancora a cinque punti e l’Inter in mezzo, lanciatissima verso traguardi insperati fino a qualche mese fa.

A vedere la classifica, piuttosto, il Napoli sembra dover iniziare a pensare a difendere il suo terzo posto dalla Fiorentina che in casa con il Cagliari vince 4-1 centrando il suo terzo successo consecutivo e interrompendo la striscia sempre di tre vittorie dei sardi. Il Cagliari, però, almeno per un tempo ha venduto cara la pelle e il gol di Jovetic (esultanza rabbiosa contro i cartelloni pubblicitari) del 2-1 è arrivato forse nel momento più difficile per la squadra di Vincenzo Montella. Una volta tornati in vantaggio i viola dilagano: prima Jovetic inventa per Toni che segna il suo cinquantesimo gol fiorentino, poi Quadrado archivia la pratica. Per un posto Champions la Fiorentina c’è. Per i Cagliari un passo falso che a Pulga e Lopez si può perdonare.

A Catania, senza Miroslav Klose fuori per una squalifica forse pensata in chiave derby la Lazio si scioglie e ufficializza una piccola crisi. Perché non c’è solo il passivo, un 4-0 umiliante che poteva persino essere più largo. Ci sono i numeri che preoccupano Petkovic: in tre partite i biancocelesti hanno messo in classifica un solo punto (in casa col Torino), segnato un solo gol e ne hanno incassati sette. Ma se a Firenze ci si era messo l’arbitro e se il mezzo passo falso col Torino ci poteva stare a Catania succede il disastro: i padroni di casa fanno tre gol in venti minuti, fanno male ogni volta che attaccano, danno la sensazione di poterne fare anche altri. In gol va subito Gomez (il migliore, autore di una doppietta), poi raddoppia Lodi su rigore e Gomez sigla la terza rete. Nel secondo tempo non si gioca praticamente più: Petkovic toglie un irriconoscibile Hernanes e il disastroso Cavanda, il Catania si accontenta e cala il poker con Barrientos servito dal solito Gomez.

Sempre più allarmante, invece, la situazione della Sampdoria che in casa con l’Atalanta inanella la sesta sconfitta consecutiva. Ciro Ferrara, difeso a oltranza dalla società, stavolta vacilla davvero anche se, per ora, i segnali che arrivano sono quelli di una conferma. Di certo i blucerchiati, oggi sconfitti 2-1, sono inchiodati a 1o punti da un mese e mezzo. Allora volevano dire quarto posto, oggi sono gli stessi del Chievo, due appena in più del baratro serie B. Quanto all’Atalanta, invece, i punti sono 15: bottino certamente per Colantuono che delle rimonte dalla penalizzazione è diventato uno specialista. Domenica il gol decisivo arriva da un giovane, De Luca, che a Bergamo regala un piazzamento da zona Europa League.

L’Atalanta, a quota 15, aggancia il Parma sorprendentemente sconfitto 2-0 a Pescara nella partita di mezzogiorno. All’Adriatico per Stroppa era l’ultima possibilità e il tecnico raccoglie la fiducia della squadra che ricambia con i gol, entrambi nel secondo tempo, di Abbruscato e Weiss. Per il Parma uno stop che ci può stare, per il Pescara una boccata d’ossigeno: i punti sono 11, non pochissimi per una squadra indicata dai più come una “condannata” alla B. E invece, oggi, il Pescara può guardare dall’alto verso il basso sei squadre.

Tra queste c’è il Bologna di un altro allenatore a rischio, Pioli, che in casa non va oltre l’1-1 contro l’Udinese. Per gli emiliani la partita si era messa bene: Udinese messo sulla difensiva e gara sbloccata da Diamanti nella ripresa. E invece arriva la beffa. Se segna l’Udinese il gol è di Di Natale e anche oggi, nonostante un problema fisico, Totò non fa eccezione. Guidolin l’aveva detto: “Gioca anche se non sta benissimo”. E Guidolin ha avuto ragione. I friulani dopo un inizio di stagione da incubo possono essere soddisfatti del pari e dei loro 14 punti.

Nell’altro scontro salvezza di giornata il Siena di Serse Cosmi ritrova i tre punti e le speranze battendo 1-0 un Genoa sempre più in crisi. Se Preziosi, tra una rivoluzione e l’altra, sperava nella scossa di Del Neri allora ha avuto torto. Da quando è arrivato il tecnico sono arrivate tre sconfitte in tre partite. E la classifica, 9 punti, è desolante. Oggi sarebbe salvo solo grazie alle penalizzazioni. Il Siena, spinto dall’ennesimo gol su calcio piazzato, quello di Paci, è sempre ultimo ma i soli due punti dalla zona salvezza danno un fil di speranza. Tempo non manca. E con il passo della bassa classifica tutto è possibile.

Di sabato e dell’impresa Inter, vittoriosa allo Juventus Stadium, tutto o quasi è già stato scritto. Il giorno dopo la prima sconfitta dopo 49 partite per la Juve è il giorno della riflessione e dell’assenza di fame, movente più usato per spiegare l’1-3. L’Inter, invece, si gode la vitttoria “sul campo”, come detto da Stramaccioni e un campionato improvvisamente riaperto.

La battuta più bella del week end, però, è di Adriano Galliani, che per commentare la vittoria, finalmente convincente, del Milan sul Chievo per 5-1 ha detto: “Sembrava il Milan”.

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