La Roma aggira la tessera del tifoso: card precaricata con 16 biglietti

Pubblicato il 6 Settembre 2011 21:05 | Ultimo aggiornamento: 6 Settembre 2011 21:05

ROMA – La Roma forse ha trovato un modo per “aggirare” la tessera del tifoso e permettere ai propri supporter non tesserati di seguire le partite interne dei giallorossi. Infatti la società romanista ha deciso di mettere in commercio una card sulla quale “precaricare” 16 biglietti di match di campionato all’Olimpico.

La sottigliezza tecnica dell’operazione consiste tutta nel considerare i biglietti da caricare sulla scheda come “somma di singoli biglietti” e non come abbonamento: in tutto il campionato le partite casalinghe sono infatti 19 e non 16. E per comprare l’abbonamento della Roma, come quello di qualsiasi altra squadra, bisogna sottoscrivere l’ormai famigerata (così è considerata negli ambienti delle curve italiane) tessera del tifoso.

Il ragionamento del club giallorosso è spiccio: se un tifoso può acquistare un singolo tagliando (mostrando solo il documento e non la tessera), perché non dovrebbe poter acquistare un carnet di tagliandi?

Da questa operazione la Roma conta di incrementare di almeno 4 mila unità a partita l’afflusso allo stadio Olimpico (gli abbonamenti sono ora fermi a quota 16 mila). La tifoseria giallorossa è infatti una di quelle che più si è spesa nella “lotta” contro la tessera del tifoso, e la sua introduzione forzata aveva finito per ridurre il numero di presenze sugli spalti.

Prima però che la card entri in vigore, bisognerà attendere il parere dell’Osservatorio del Viminale sulle manifestazioni sportive, l’organo che vigila su questo tipo di eventi e che decreta, inoltre, eventuali restringimenti nella diffusione dei biglietti.

Lorenzo Contucci, avvocato romano (e romanista), probabilmente il più grande esperto di questioni legali legate al mondo dei tifosi, appoggia l’iniziativa della Roma: un’operazione che definisce “legittima” dal punto di vista giuridico e che sottolinea, a suo modo di vedere, “il fallimento della tessera del tifoso”, ormai ridotta a uno “strumento di business”.