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Luciana Littizzetto, monologo a Sanremo su diversi e disabilità

Terza serata del 64esimo Festival della canzone italianaROMA – Luciana Littizzetto, monologo a Sanremo su bellezza, la diversità e la disabilità. A metà della terza serata del Festival Littizzetto si è inserita nel fil rouge del Festival mescolando, secondo il suo stile, umorismo e concetti importanti.

Dopo una serie di battute, è entrata nel tema:

“Per le donne la bellezza sta diventando un’ossessione, più passa il tempo più ringiovaniscono – ha detto – e quando i giornalisti chiedono ‘qual è il segreto della tua eterna bellezza?’, la risposta è ‘non faccio niente, vita sana e qualche integratore’. Ma vaffan.. va… scusa Leone, hakuna matata” ha aggiunto rivolta al direttore di Rai1. “Ho una ruga in fronte che siamo in tre in Italia, io la Fornero e Ligabue – ha scherzato l’attrice -. La bellezza non è la normalità, un mondo di tutti uguali è come il nazismo che uccideva i deboli e i diversi, la bellezza è Alex Zanardi, la bellezza è Lucia Annibali, la donna sfregiata con l’acido che ha denunciato il suo torturatore e ha saputo ripartire”.

E ancora:

“Quanto tempo ci vorrà perché un bambino down appaia in una pubblicità della Nutella o nella famiglia tradizionale della Barilla? Alla televisione inglese c’è una conduttrice senza un braccio e qualcuno ha protestato perché i bambini si possono spaventare. Perché, due tette grandi come la cupola di San Pietro sono normali e un braccio solo no? Mamma, se fai credere ai tuoi figli che la vita è come i cartoni animati e non sai spiegare perché un bambino tira i libri alla maestra oppure non riesce a parlare, non puoi sorprenderti se poi dà fuoco a un barbone ubriaco e sporco, perché i fiammiferi glieli hai dati tu”.

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