Inizia il Ramadan per milioni di fedeli. Anche quest’anno l’Islam è diviso sull’inizio del digiuno, in Italia si è cominciato dall’alba di venerdì 21

Pubblicato il 21 Agosto 2009 11:13 | Ultimo aggiornamento: 21 Agosto 2009 11:35

Arriva come di consueto il Ramadan e come ogni anni il mondo islamico si spacca, tra chi segue fedelmente la tradizione e chi invece…segue il calendario.

Un evento che coinvolge milioni di persone. Basti pensare che solo in Italia i musulmani residenti sono oltre un milione e 200 mila e costituiscono il secondo gruppo religioso del Paese. E le cifre italiane sono molto minori rispetto agli insediamenti esistenti negli altri Paesi europei.

Secondo quanto scritto nel Corano il periodo del digiuno cade il nono mese dell’anno lunare chiamato appunto Ramadan. In considerazione del fatto che i mesi lunari sono alternativamente di 29 e 30 giorni, l’anno lunare in tutto è di 354 giorni e scala ogni anno indietro di undici giorni rispetto a quello solare. La legge islamica stabilisce che per dichiarare iniziato il mese del Ramadan ci si basa su testimoni oculari e affidabili che dichiarino avanti a un giudice di aver visto la nuova luna del mese.

Oggi però molti Paesi e Comunità islamiche nel mondo si affidano ai moderni calcoli astronomici. Per questo il giorno 20 Shaban 1430, ovvero l’11 agosto 2009, il Consiglio Islamico Europeo per la Fatwa e la Ricerca ha decretato il primo giorno di Ramadan venerdì 21 agosto 2009 in base a tali calcoli.

Si è aperta allora una vera e propria spaccatura tra chi, tra gli altri anche i musulmani italiani, ha seguito questi calcoli e iniziato il digiuno già dall’alba di venerdì, e chi, un Paese è ad esempio l’Algeria, si è affidato ai “testimoni oculari” della tradizione e ha posticipato l’inizio del Ramadan a sabato.

«La mezzaluna non è stata avvistata», ha annunciato giovedì il ministro algerino degli affari religiosi, Bouabdallah Ghlamallah, alla televisione di stato, Entv, «quindi in Algeria il mese sacro inizierà sabato». La stessa data è stata scelta da Arabia Saudita, Giordania, Egitto, Sudan, Iraq sunnita, Palestina e Tunisia.

Il Ramadan è per i musulmani una festività profondamente sentita, a cui partecipa tutta la comunità. È il momento in cui l’Islam ritrova la sua unità e riunisce fedeli anche molto lontani tra loro. Sul Corano il digiuno è il quarto dei cinque pilastri dell’Islam (gli altri sono la testimonianza di fede nel Dio unico e nel Profeta Mohammad di Dio, la Preghiera cinque volte al giorno, la Zakat ovvero l’imposta coranica devoluta ai bisognosi, e il Pellegrinaggio almeno una volta nella vita) grazie al quale ogni anno si depura l’anima astenendosi dalle principali pratiche umane: mangiare, bere e praticare atti sessuali dall’alba al tramonto.

Inoltre, alle consuete cinque preghiere quotidiane, se ne aggiunge una sesta, che si recita solo in occasione del mese sacro: la “tarahuia”, durante la quale l’Imam della moschea ha il compito di recitare ogni giorno un trentesimo dei versi del Corano, finendo per leggerlo tutto durante l’intero mese sacro.

Gli orari delle preghiere cambiano giorno per giorno. Venerdì la preghiera del mattino che ha segnato l’inizio del digiuno in molti Paesi è stata alle 4:28, quella di mezzogiorno sarà alle 13:15, quella del pomeriggio alle 17:03, quella del tramonto e di fine digiuno alle 20:06, quella della notte alle 21:36 e la tarahuia, la preghiera speciale, intorno alle 22.

Durante il Ramadan sono tenuti a seguire l’astinenza tutti gli adulti, sia uomini che donne di sana costituzione. Sono esenti i bambini, i malati, le donne gravide, le donne che allattano, coloro che si trovano in viaggio. Ma molto spesso i bambini vogliono partecipare alla purificazione della famiglia, digiunando essi stessi o facendo a gare a chi mangia meno merendine. Proprio questo è stato il motivo, negli anni scorsi, di grandi polemiche in Italia seguite a casi di bambini musulmani che a scuola si rifiutavano di mangiare o anche a casi di operai che durante il ramadan sono, per forza di cose, meno produttivi.

Il Ramadan ha un’importanza doppia per i musulmani, in quanto in una delle sue notti, ricordata come “La notte del Destino” (Lailat-ul-Qadr) Maometto ricevette per la prima volta il messaggio divino. Non si sa con precisione quale fosse, ma secondo la tradizione è una delle notti dispari degli ultimi dieci giorni del mese e per tradizione è ricordata nella notte precedente il ventisettesimo giorno di Ramadan.