Europa-Grecia: soluzione cinque per cento: aiuto o punizione?

Pubblicato il 12 Aprile 2010 16:48 | Ultimo aggiornamento: 12 Aprile 2010 17:50

Angela Merkel

Se una banca ti presta denaro al cinque per cento di interesse ti sta “aiutando”? Se quella banca i soldi che ti presta li ha comprati sul mercato del denaro pagandoli il due, al massimo il tre per cento, è venuta in tuo soccorso o sta facendo un normale affare anche e soprattutto a suo vantaggio? Domande legittime dopo la decisione dell’Europa di prestare, a richiesta di Atene, 30 miliardi di euro alla Grecia appunto al cinque per cento di interesse. Vero è che oggi Atene deve pagare il 7,5 per cento di interessi per farsi acquistare i titoli pubblici emessi, ma il cinque per cento è un tasso di molto superiore a quello di mercato, infatti gli altri paesi europei emettono titoli pubblici pagando cedole intorno e mai superiori al tre per cento.

Dunque quello alla Grecia è un aiuto prestato a caro prezzo. Qualcuno come l’economista Fitoussi ha detto che più che un aiuto è una punizione. Si “punisce” con il cinque per cento lo spreco e le bugie della Grecia sulla sua spesa pubblica. Punizione forse no, di certo ammonimento. Voluto soprattutto dalla Germania. Ammonimento che costa a chi lo riceve, costa in soldoni perché se non lo si fa pagare, e pagare caro, poi altri paesi penseranno che si può vivere a debito tanto il resto d’Europa paga. Ammonimento che però rischia di rendere cronica la malattia economica greca: con questi tassi di interesse aumenterà il debito pubblico di Atene.

Atene che con un debito pubblico in crescita non potrà vedere aumenti interni del Pil e quindi diventerà un debitore pagante ma appunto cronico. Il giorno che la stessa ricetta fosse applicata ad altri paesi con forte debito, l’Europa scivolerebbe in conclamata depressione economica. Che farebbe a quel punto la Germania? In Costituzione i tedeschi hanno messo che dal 2016 c’è l’obbligo del pareggio di bilancio. E gli elettori tedeschi, ma anche olandesi e austriaci, non vogliono pagare un euro per i greci e gli altri “latini”.

Chiaro e drastico, ma non era tutta Europa? E di una Europa che non “beve”, non compra e non consuma che se ne fa la Germania, vende tutti i suoi prodotti fuori del Continente? O forse dietro c’è un retro pensiero, chiaro e non confessato: quello per cui c’è un’Europa che può salvarsi e un’altra no? Un’Europa del Nord e dei buoni bilanci e un’Europa del Sud e dei deficit? A quel punto una sola moneta sarebbe sbagliata e incongrua per due Europa così diverse.