Donne prete, sacerdoti sposati: la Chiesa adegui il senso del messaggio di Gesù, 2 mila anni dopo

di Sergio Carli
Pubblicato il 2 Novembre 2019 10:58 | Ultimo aggiornamento: 2 Novembre 2019 12:34
prete foto blitz

Donne prete, sacerdoti sposati: la Chiesa adegui il senso messaggio di Gesù, 2 mila anni dopo. Nella foto: Antonio Potenza, già monaco a Montecassino. Diventando anglicano ha potuto prendere moglie restando sacerdote.

ROMA – “Beati i poveri in spirito” disse Gesù “alle folle”. È una delle pagine più belle di tutta la storia del mondo. Era nel Vangelo del giorno dei Santi.

Non sembra che la Chiesa lo abbia preso troppo sul serio. A parole, un po’, predicando quel pauperismo che tanti danni ha fatto.

Date tutto ai poveri e seguitemi, ha detto anche Gesù. Questo però vale per chi sceglie la carriera dell’apostolo. Se tutti i cristiani gli avessero dato e gli dessero retta, avremmo al mondo pochi santi e tanti musulmani e buddisti. E probabilmente chi scrive e quei pochi che lo leggono non ci sarebbero proprio.

Da duemila anni il cristianesimo è diffuso nell’area dell’ex Impero Romano e nelle ex foreste teutoniche un tempo territorio di Odino e poi nel Nuovo Mondo, America e Australia.

S’è perso molto dell’ardore iniziale, Chiese e Sette sono più numerose che nella sinistra italiana, la Chiesa che si autoproclama cristiana doc, quella con vertice a Roma da parecchi secoli è inquadrata nel dogma di una gerontocrazia sessuofoba (nel migliore dei casi) che ha escluso le donne dal mestiere di prete. 

Non è quello che voleva Gesù. Lo sappiamo dai tempi del catechismo che le donne furono una colonna portante del sistema apostolico di Gesù grande organizzatore. Vero: non c’erano donne (forse: cosa ispirò Leonardo per l’Ultima cena?) né fra i 12 né fra i 70, ma ai piedi della croce c’erano solo donne, mentre i maschi si erano dati alla macchia.

Come si svolgevano le cose nelle prime comunità cristiane non lo si sa con precisione. Ma il dubbio che le donne avessero un ruolo e che i primi sacerdoti cristiani avessero moglie è più che legittimo. Al punto che i vescovi hanno avviato una ricerca e una analisi storica per capire meglio, diradando i veli di una tradizione elaborata, trasmessa e scritta dai vincitori, che sono i maschi.

Da duemila anni a questa parte il mondo è cambiato. A quei tempi povero era chi moriva di fame, oggi sei povero se non hai tre telefonini, due automobili e una casa che valga meno di una certa cifra.

A quei tempi in guerra andavano solo gli uomini, i generali erano nobili e ricchi; oggi uomini e donne non fa differenza, generali e ministri diventano anche i figli dei ghetti neri d’America.

Più in generale, il sistema maschilista si è dovuto aprire. Non è stato merito delle donne, ma dello sviluppo dell’economia. Senza l’inserimento delle donne non ci sarebbero state le guerre mondiali e nemmeno il progresso, economico, materiale ma anche culturale, di cui tutti godiamo.

Solo la Chiesa cattolica romana è rimasta sorda. Così rischia di perdere spazi e fedeli. Non a vantaggio del Diavolo, ma delle altre Chiese, che hanno aperto alle donne e lasciano che i sacerdoti abbiano moglie.

Nell’attesa che Papa e cardinali ritrovino il senso, non la lettera, del messaggio di Gesù, rileggiamo la pagine delle beatitudini. Dopo vi sentirete meglio:

“Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati quelli che portano la pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli”.