Dl Dignità, Di Maio grida al complotto: “Manomesso dalle lobby”. E M5s annuncia “purghe” al Mef

di redazione Blitz
Pubblicato il 14 luglio 2018 18:44 | Ultimo aggiornamento: 14 luglio 2018 21:51
Dl Dignità, Di Maio grida al complotto: "Manomesso dalle lobby". E M5s annuncia "purghe" al Mef

Dl Dignità, Di Maio grida al complotto: “Manomesso dalle lobby”. E M5s annuncia “purghe” al Mef

ROMA – Sarebbero stati i poteri forti a manomettere la relazione che accompagna il decreto Dignità. Ne è convinto Luigi Di Maio secondo il quale gli 8 mila posti di lavoro in meno previsti dai tecnici sono una invenzione, anzi una “manomissione delle lobby”. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play]

In un video apparso su Facebook il super Ministro del Lavoro evoca un vero e proprio complotto: “Quel numero, che per me non ha alcuna validità, è apparso la notte prima che il dl venisse inviato al Quirinale. Non è un numero messo dai miei ministeri o altri ministri”. La verità è che “questo decreto dignità ha contro lobby di tutti i tipi”, aggiunge Di Maio.

La stretta sui contratti a tempo e su quelli in somministrazione, è stato scritto nella relazione, avrà come effetto quello di ridurne 3.300 nel 2018 e poi 8 mila ogni anno a partire dal 2019. Ma Di Maio smentisce categoricamente quelle cifre: “Il tema è: c’è un tot di contratti a tempo determinato e la relazione dice che in Italia, su quel tot, per effetto di questo decreto se ne perderanno 8mila. Ma perché nella relazione non c’è scritto invece quanti contratti a tempo indeterminato nasceranno per effetto della stretta sui contratti a tempo determinato, visto che aumenteremo gli incentivi sull’indeterminato?”

M5s annuncia “purghe” al Ministero dell’Economia

Fin qui solo la solita retorica grillina, ma quel che spaventa sono le minacce che arrivano da fonti qualificate dei 5 Stelle. La volontà di “fare pulizia” nella Ragioneria dello Stato e al ministero dell’Economia. Quella tabella “spuntata di notte” sugli 8000 posti in meno viene ritenuta un episodio “gravissimo”: il sospetto è che ci siano responsabilità di uomini vicini alla squadra dell’ex ministro Pd Pier Carlo Padoan. E la soluzione paventata dai 5 Stelle è uno spoil system per “togliere dai posti chiave chi mira a ledere l’operato di governo e M5s. Abbiamo bisogno di persone di fiducia, non di vipere”, dicono. Tradotto: purgheranno i ministeri.

La reazione del Mef è durissima

Parole che a Ministero dell’Economia non hanno preso affatto bene. “Le relazioni tecniche sono presentate insieme ai provvedimenti dalle amministrazioni proponenti – dicono fonti di via XX Settembre –  così anche nel caso del decreto dignità, giunto al Mef corredato di relazione con tutti i dati, compreso quello sugli effetti sui contratti di lavoro della stretta anti-precari”, dicono fonti del Ministero dell’Economia, aggiungendo che “la Ragioneria generale dello Stato prende atto dei dati riportati nella relazione per valutare oneri e coperture”.

Insomma – è la versione del Mef – non c’è stato alcun intervento esterno. La cifra “incriminata”, i famosi 8 mila posti di lavoro, era già presente nel testo arrivato dal ministero dello Sviluppo. Stima peraltro, ricordano le stesse fonti, che è frutto di un’elaborazione dell’Inps.