Francia. Al Ps 314 seggi su 577, al FN 2 seggi sconfitte Royal e Marine Le Pen

Pubblicato il 18 Giugno 2012 8:39 | Ultimo aggiornamento: 18 Giugno 2012 20:59
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Segolène Royal (LaPresse)

PARIGI – Il Partito socialista francese e i suoi stretti alleati (radicali di sinistra e Diversi di sinistra, senza contare i Verdi) hanno ottenuto la maggioranza assoluta all’Assemblea nazionale conquistando 314 seggi su 577, secondo i risultati definitivi delle legislative diffusi dal ministero dell’Interno.

Il Ps ha ottenuto 280 seggi, i Diversi di sinistra 22, i radicali 12, per un totale di 314. I Verdi hanno ottenuto 17 seggi e potranno formare un gruppo parlamentare (il minimo e’ 15 deputati), il Fronte di sinistra 10 e gli indipendentisti della Martinica 2, per un totale della sinistra di 343 seggi. L’Ump ha raccolto 194 seggi, il Nuovo centro e i Diversi di centro 14, i Diversi di destra 15 e i radicali di centro 6, un totale di 229 per la destra. L’estrema destra ha tre seggi, due dei quali per il Fronte nazionale: Marion Marechal-Le Pen, 22 anni, nipote di Jean-Marie, fondatore e leader storico del Fronte nazionale (Fn), ha conquistato un posto in Assemblea Nazionale assieme a Gilbert Collard, un controverso avvocato ex socialista diventato famoso anche per avere difeso Pierrette Le Pen, l’ex moglie di Jean-Marie, quando ha divorziato. E’ stata invece battuta Marine Le Pen, la nuova leader del Fn, figlia di Jean-Marie e zia di Marion, ma per una manciato di voti.

Il MoDem di Francois Bayrou, 2 seggi.”La sconfitta è il risultato di un tradimento politico”: Segolene Royal non ha aspettato le 20 per esprimere la propria amarezza e, rompendo il silenzio elettorale, a La Rochelle, la citta’ atlantica dove era candidata, ha voluto fare lei stessa l’annuncio ufficiale. ”Non ho vinto queste elezioni, ma voglio continuare a servire questo territorio”, ha masticato amaro con il volto scuro e la voce grave.

E’ l’ennesimo duro colpo per la Royal, che ha gia’ dovuto riporre nel cassetto il sogno dell’Eliseo. Stavolta non aveva fatto i conti con Olivier Falorni, il dissidente socialista espulso dal partito che non si e’ voluto ritirare dall’elezione e stasera le ha strappato la circoscrizione e il progetto di accedere almeno alla presidenza dell’Assemblea Nazionale. Sarebbe stata la prima donna e ne sarebbe stata fiera. Questa sera ha provato a ripresentarsi forte e combattiva come nei momenti piu’ brutti che ha attraversato in passato: ”Non e’ un deputato di sinistra ad essere stato eletto”. Il suo avversario ha ottenuto quasi il 63%, risultato gonfiato dai voti della destra al termine di una battaglia elettorale senza esclusioni di colpi. ”Gli elettori hanno deciso. Bisogna rispettare la loro decisione, cosi’ come bisogna rispettare la delusione di Segolene Royal”, ha commentato a sua volta Falorni, precisando che sara’ un ”deputato di sinistra”.

Il ribelle, pero’, restera’ bandito dal partito. Arrivata in testa al primo turno con il 32% contro il 28,9% del rivale, Segolene riteneva di avere ancora qualche chance di vittoria. Poi c’e’ stato il tweet di Valerie Trierweiler, la nuova compagna di Francois Hollande, il padre dei suoi quattro figli. A quel punto la campagna ha lasciato il posto ad uno psicodramma politico-sentimentale che ha rincorso il presidente francese anche a Roma. Per la Royal, il tweet ha influito eccome: ”Non ha certo facilitato le cose”, ha protestato. L’Assemblea nazionale le sfugge dunque questa sera dalle mani come, nel 2007, le era sfuggito l’Eliseo e nel 2008 la leadership del partito socialista. Eppure la sua ascesa era stata brillante. Nel 1988, al fianco di Francois Mitterrand, era stata eletta deputata nel dipartimento Deux-Sevres.

Nel ’92 era gia’ ministro dell’Ambiente, nel ’97 dell’Educazione e nel 2000 della Famiglia. Nel 2004 era stata l’unica donna eletta presidente di una regione, il Poitou-Charentes, dove si trova La Rochelle. Poi, nel 2006, piu’ del 60% dei militanti socialisti l’aveva preferita a Dominique Strauss-Kahn e a Laurent Fabius per rappresentare il Ps nella corsa per l’Eliseo. Ma li’ si e’ fermata: dalla sconfitta alle presidenziali del 2007 ad oggi si sono accavallate soltanto delusioni. Ma neanche questa volta Segolene intende rinunciare al suo impegno politico, pur prendendosi il tempo di riflettere: ”Voglio essere piu’ utile possibile alla politica del governo”. Si dice che potrebbe candidarsi di nuovo al posto di segretario del Ps, ora occupato da Martine Aubry, ma su questo non conferma. La sola certezza della sfortunata candidata – ormai – ha detto citando Victor Hugo, e’ che i ”traditori finiscono sempre col pagare i loro tradimenti”.