Attentato Strasburgo, Salvini: “Arresto per chi esulta online”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 dicembre 2018 8:52 | Ultimo aggiornamento: 12 dicembre 2018 8:52
Attentato Strasburgo, Salvini: "Arresto per chi esulta online"

Attentato Strasburgo, Salvini: “Arresto per chi esulta online”

ROMA – “L’arresto immediato di chiunque in queste ore sta esultando online”: lo ha evocato il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini parlando della situazione seguita all’ attentato di Strasburgo. “La nostra polizia postale è all’avanguardia e sta setacciando la rete per cercare gli infami che festeggiano la morte di qualcun altro”, ha aggiunto.

“Questa mattina si riunisce di urgenza il comitato di analisi strategica. C’è una situazione di massima attenzione da nord a sud per tutti i radicalizzati, terroristi e gli estremisti di ritorno, ha continuato il vicepremier. “Occorre individuare, ricercare, bloccare e arrestare con ogni mezzo: verificare chi entra e chi esce da un Paese. Questo non è un diritto ma un dovere per la difesa del territorio e dei confini”.

“Noi dobbiamo lavorare ancora e meglio – ha poi aggiunto Salvini all’uscita dalla visita questa mattina di buon’ora al Santo Sepoclro di Gerusalemme -. Grazie a Dio le forze di sicurezza e di intelligence italiane sono fra le migliori al mondo”. Salvini ha ricordato di aver parlato di sicurezza ieri con il ministro israeliano Gilad Erdan e che oggi ne parlerà con il premier Benyamin Netanyahu nell’incontro di questa mattina a Gerusalemme. “Rinsaldare l’asse con Israele significa avere ancora più sicurezza e siamo in assoluta sintonia”, ha osservato.

“Rifletta in Europa – ha aggiunto – chi parla di porte e di porti aperti. Casa mia e il mondo sono aperti alle persone perbene, chi porta violenza e distruzione non deve avere nessun tipo di compassione e di ospitalità”. Il ministro ha poi detto che l’Italia “è a disposizione delle forze francesi per qualunque scambio di informazioni e di intervento. Le cose però hanno il loro nome e permettetemi di dire che è strano leggere i giornali italiani sui quali qualcuno si stupisce se io chiamo ‘terroristi islamici’ quelli che sono tali. Ridiamo il giusto peso alle parole perchè se non si identifica l’avversario, non dico ‘il nemico’ ma ‘l’avversario’, la partita non si vince. E lo dico uscendo da un luogo di pace e di convivenza. Però – ha concluso – se non ci sono regole certe nessuna pace è possibile”.