Coronavirus Svezia, le indicazioni ai medici: “80enni esclusi dalla terapia intensiva”

di redazione Blitz
Pubblicato il 11 Aprile 2020 19:31 | Ultimo aggiornamento: 11 Aprile 2020 19:31
una terapia intensiva

Coronavirus Svezia, le indicazioni: “80enni esclusi dalla terapia intensiva” (foto Ansa)

ROMA – Se dovessero cominciare a scarseggiare i posti in terapia intensiva in Svezia per l’emergenza coronavirus i medici dovranno escludere le persone di 80 anni e quelle di 60-70 che hanno altre patologie.

Sarebbero queste le indicazioni date agli operatori sanitari svedesi dal Karolinska Institute di Stoccolma secondo un documento pubblicato sul sito del quotidiano Aftonbladet. In pratica gli anziani che hanno più di 80 anni non sono considerati una priorità così come non lo sono quelle di 70 anni “che hanno un problema a più di un organo” e i 60-70enni “sui quali si riscontra una patologia su più di due organi”.

Stando al documento, inoltre, se una persona che viene contagiata dal Covid-19 è già gravemente malata la decisione dei medici dovrà basarsi non solo sull’età anagrafica ma anche su quella biologica. Interpellate dal quotidiano le autorità sanitarie svedesi hanno assicurato che non ci saranno carenze di posti in terapia intensiva. Bjorn Eriksson, direttore della sanità di Stoccolma, ha spiegato che al momento ci sono oltre 300 letti, di cui 79 ancora liberi. Ma secondo dati Ue, la Svezia è il Paese europeo con il più basso numero di posti in terapia intensiva.

Coronavirus Svezia, premier ammette: “Non abbiamo fatto abbastanza” 

E per la prima volta dall’inizio della pandemia di coronavirus, il premier svedese ha ammesso di non aver fatto abbastanza. La Svezia ancora è uno dei Paesi con meno restrizioni, non c’è lockdown, bar e ristoranti sono aperti così come la maggior parte delle attività.

“Mi sembra ovvio che non abbiamo fatto abbastanza“, ha detto alla tv svedese SVt il primo ministro Stefan Lofven di fronte all’aumento dei casi (9.685) e delle vittime (870) di Covid-19.

Il numero dei morti in Svezia è molto più alto di quello nei paesi vicini come Danimarca (247) e Norvegia (113) che hanno introdotto il lockdown a marzo (fonte: Ansa).