Bolzano, questionario chiede razza degli alunni. Asl si scusa: “Errore di traduzione”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 gennaio 2019 18:23 | Ultimo aggiornamento: 28 gennaio 2019 18:23

Bolzano, questionario chiede razza degli alunni. Asl si scusa: “Errore di traduzione”

BOLZANO – Il questionario che chiede la “razza” dell’alunno è stato un errore di traduzione. L’azienda Sanitaria dell’Alto Adige chiede scusa per il questionario della neuropsichiatria infantile e dell’età evolutiva e annuncia che il modulo verrà rivisto a breve.

Secondo il direttore generale Florian Zerzer il termine inglese “race” non avrebbe mai dovuto essere tradotto con la parola “razza”: “In Europa questo termine è inteso e percepito diversamente rispetto a quanto accade negli Stati Uniti, per esempio. A nome dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige mi scuso per il fatto che tale termine sia stato utilizzato in questo contesto”, afferma Zerzer, “ma, come tutti sappiamo, gli errori si possono purtroppo verificano anche in fase di progettazione. Ringrazio le cittadine ed i cittadini che ci hanno segnalato l’accaduto. L’errore di traduzione verrà corretto il prima possibile”.

Il questionario riguarda – prosegue la nota dell’Asl – la Child Behavior Checklist (Cbcl) “riconosciuta a livello internazionale ed è uno degli strumenti di valutazione nel processo diagnostico per i piccoli pazienti con disagio neuropsichiatrico. Tale questionario è uno strumento validato e raccomandato dalle varie comunità scientifiche della Neuropsichiatria infantile e dell’età evolutiva, compresa la Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza Sinpia”. 

“La Child Behavior Checklist fa parte del sistema di questionari sviluppati dall’Aseba-Institute (Achenbach System of Empirically Based Assessment) di Burlington, Usa. Poiché tali questionari sono tradotti in più di 60 lingue, è possibile effettuare dei confronti interculturali. Le domande sull’origine e sul background culturale dei giovani pazienti sono quindi essenziali, non solo per il trattamento individuale, ma anche per la comparabilità scientifica a livello mondiale”, conclude la nota.