Coronavirus, strage case di riposo. Contagi e decessi moltiplicati tra gli anziani

di Alessandro Avico
Pubblicato il 18 Marzo 2020 12:06 | Ultimo aggiornamento: 18 Marzo 2020 12:06
Coronavirus, strage case di riposo. Contagi e decessi moltiplicati tra gli anziani

Coronavirus, strage case di riposo. Contagi e decessi moltiplicati tra gli anziani (Foto Ansa)

ROMA – Con il coronavirus che per ora colpisce mortalmente prevalentemente gli anziani, l’allarme arriva per tutti quelli che si trovano nelle case di riposo, dove si teme veramente una strage. Ci sono oltre 300mila anziani ospitati in 7mila strutture da nord a sud dell’Italia. È quanto emerge da una analisi di Uecoop, l’Unione europea delle cooperative.

Dramma continuo per esempio in una casa di riposo di Quinzano in provincia di Brescia, dove dall’inizio dell’emergenza coronavirus sono morti 18 anziani. Cinque nelle ultime 24 ore. Uno solo dei decessi però è stato accertato essere riconducibile al Covid-19 perché è l’unico paziente al quale è stato fatto il tampone. “La tristezza per non essere riusciti a proteggerli è un sentimento che accomuna tutti noi all’interno della struttura” ha detto il presidente della casa di riposo, Luca Laffranchi.

Alla casa di riposo di Alzano Lombardo stanno invece arrivando dispositivi di protezione. Il sindaco Camillo Bertocchi, lo ha spiegato in un post su Facebook in cui ha fatto, come ormai d’abitudine, un quadro della situazione. Un quadro difficile in cui se diminuiscono i contagi, aumenta invece il numero dei morti. Ieri nella cittadina alle porte di Bergamo otto persone, di cui due – ha sottolineato il sindaco – nella casa di riposo. 

Il lazzaretto di Cingoli.

A Cingoli, nelle Marche, la casa di riposo è diventata un lazzaretto. Il sindaco della cittadina marchigiana, Michele Vittori, ha spiegato: “Stiamo vivendo una situazione da incubo da giorni nella nostra casa di risposo dove si registrano ad oggi 33 casi positivi tra i 40 ospiti della struttura, e ci sono già stati due anziani deceduti ieri. Il personale opera senza adeguate protezioni, non siamo in grado di gestire la situazione e per questo ho chiesto l’intervento dei medici militari”.

La richiesta del sindaco che potrebbe essere estesa in tutta Italia (se non fosse per la carenza di personale) è quella di “dotare la casa di riposo di personale medico e infermieristico da far lavorare in protezione” in una struttura opportunamente trasformata in presidio d’emergenza per la cura dei contagiati”. 

A fronte di morti e contagiati che si moltiplicano nelle case di riposo, da Medicina nel Bolognese a Barbariga e Quinzano nel Bresciano, da Merlara nel Padovano a Comeana in provincia di Prato, bisogna rafforzare – evidenzia Uecoop – le misure di sicurezza considerato che quasi 1 anziano su 3 è ricoverato proprio nelle zone epicentro del virus, fra Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.