Coronavirus, Locatelli (Css): “Evitati 30mila morti in più con le misure, ma pericolo non è scampato”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Aprile 2020 18:55 | Ultimo aggiornamento: 4 Aprile 2020 19:58
Coronavirus Locatelli: Evitate 30mila morti in più con misure

La conferenza stampa della Protezione civile con Angello Borrelli (a destra) e Franco Locatelli, presidente del Css (a sinitra)

ROMA – Le misure restrittive imposte nell’emergenza coronavirus hanno evitato 30mila morti in più, come spiega Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di Sanità (Css). Locatelli in conferenza stampa con la Protezione civile il 4 aprile spiega che “il pericolo non è ancora scampato”, i numeri migliorano ma la fase critica non è ancora passata e per questo invita al rispetto delle norme.

Parlando del numero di vittime per il coronavirus, Locatelli ha dichiarato: “Uno studio autorevole ha di fatto definito in almeno superiori a 30mila il numero delle vite che sono state salvate o delle morti evitate attraverso queste misure di contenimento”.

Commentando i numeri del bollettino del 4 aprile della protezione civile e dei giorni precedenti, ha commentato:  “Se guardiamo ai numeri, dal 27 marzo a oggi in 9 giorni si è passati da più di 120 accessi nelle terapie intensive ad un saldo negativo di 74 malati, che non sono più oggi nelle terapie intensive rispetto al numero di ieri. Anche il numero di deceduti si è ridotto dai 970 ai 680 attuali”.

Per questo motivo, ha detto, “Richiamo tutti al rispetto delle norme. Bisogna avere dei comportamenti di alto senso di responsabilità individuale”. Il presidente del Css ha ribadito che “il pericolo non è scampato, ma è solo la dimostrazione che quanto messo in atto è servito per contenere la diffusione epidemica”.

Per poter allentare le misure restrittive, spiega Locatelli, bisogna scendere a R0 come indice di contagiosità: “Ci avete sentito parlare di R0 che è indice di contagiosità. Il valore R1 è stato raggiunto ma vogliamo andare oltre e ridurre ancora e portarlo sotto 1 per avere l’evidenza che la diffusione epidemica nel Paese si è quanto meno arrestata come incremento giornaliero”. 

La discussione sulla mascherine, con la Regione Lombardia che le ha rese obbligatorie, prosegue e Locatelli ha detto: “Riguardo alle mascherine è passato un messaggio che deve essere corretto: non c’è alcun collo di bottiglia che vuole penalizzare la produzione di mascherine”.

Inoltre, ha ribadito, è fondamentale mantenere la distanza sociale: “Le mascherine sono utili per prevenire il contagio da parte di un soggetto con Covid-19. L’idea che esista una quota di asintomatici infettanti può essere di utilità, ma la misura fondamentale è quella del distanziamento sociale. In questo momento noi non abbiamo dato”.

C’è poi i problema del ritorno di infezione nelle persone negativizzate, come spiega Locatelli: “Sappiamo che i soggetti che hanno incontrato il virus sviluppano una risposta anticorpale. Valorizziamo il titolo degli anticorpi neutralizzanti, che sono in grado di conferire maggiore protezione. Quanto duri nel tempo questa risposta immunitaria è qualcosa che va investigato e studiato”.

Al momento, in Italia, sono stati fatti 650mila tamponi: “E non deve passare il messaggio che sono pochi”. Per quanto riguarda le Regioni, sottolinea l’importanza di lavorare insieme ed evitare la competizione: “Vogliamo proporre una strategia da condurre in collaborazione con le Regioni. Il Cts, il ministero della Salute lo vogliono fare con le Regioni. Non è il tempo della competizione a chi trova il migliore dei test, è il momento per lavorare in maniera compatta”. (Fonti: ANSA e Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev)