Famiglia rifiuta il figlio autistico: bimbo affidato al tribunale dei minori

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 25 Luglio 2019 18:30 | Ultimo aggiornamento: 25 Luglio 2019 20:56
Bimbo autistico rifiutato dalla famiglia

(Foto archivio ANSA)

TRENTO – Un bambino autistico di soli 11 anni è stato rifiutato dalla sua stessa famiglia. I genitori non lo vogliono, non è chiaro se per disperazione dettata da una situazione ingestibile o per altre motivazioni, e così il ragazzino è stato affidato al Tribunale dei Minori.

A raccontare questa storia, fatta di disperazione e solitudine, sono gli operatori di Casa Sebastiano, una struttura all’avanguardia per l’autismo in Trentino che si è impegnata per trovargli una sistemazione su richiesta degli assistenti sociali di un’altra regione. Uno “schiaffo”, dicono gli operatori, che segna il “fallimento delle istituzioni” nella rete di supporto alle famiglie con figli autistici.

La telefonata che è arrivata, raccontano sui social network della Fondazione trentina per l’autismo gli operatori della struttura, è stata “come uno schiaffo che toglie il fiato”: “Dobbiamo trovare una sistemazione per un bimbo di 11 anni con diagnosi di autismo. La famiglia non lo vuole più”. Gli operatori affidano a Facebook un lungo sfogo: “Viene fuori il pensare emotivo, che sgorga dalla pancia: o sono disgraziati o sono disperati. In ogni caso abbiamo fallito. Le istituzioni hanno fallito, la società ha fallito”.

Per loro è mancato il supporto delle istituzioni, dei servizi, l’aiuto necessario per il bambino e per i suoi genitori, tanto da portare gli operatori a una conclusione amara, anzi amarissima: “È venuto meno il patto di aiuto ai deboli, il mandato etico, ancor prima che costituzionale, fondamento di ogni società che voglia dirsi civile, di sostegno ai componenti più fragili delle nostre comunità. Se una famiglia si arrende, le istituzioni hanno fallito”.

Per il Centro in questione non è una novità ricevere chiamate quotidianamente, ne arrivano a centinaia da tutta Italia e da italiani all’estero, da operatori e famiglie, alla ricerca di informazioni, risposte, servizi, di un’opportunità per un futuro migliore. Ma questa volta non è stata una telefonata come le altre e purtroppo, spiega Giovanni Coletti, presidente della Fondazione trentina per l’autismo e tra i fondatori di Casa Sebastiano, non c’erano posti per accogliere in struttura il piccolo, che è minorenne e per cui il centro non ha le autorizzazioni.

Coletti ha spiegato: “Purtroppo non avevamo disponibilità per accogliere questo bambino nella nostra struttura, perché è minorenne e non siamo autorizzati. Quindi la telefonata con l’assistente sociale non è durata molto. Quello che si può dire è che purtroppo, in generale, mancano gli aiuti e le informazioni per queste situazioni. Quando questi ragazzi finiscono la scuola dell’obbligo e cala il buio assoluto da parte delle istituzioni, perché è complicato trovare sostegno e supporto in età adulta. C’è poi un discorso dell’approccio che molto spesso è soltanto medico o farmacologico, quando invece ci sono altri strumenti da adottare”. (Fonte ANSA)