Fase 2, il Commissario Arcuri: o cediamo sulla app, o ci becchiamo il lockdown

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Aprile 2020 13:27 | Ultimo aggiornamento: 21 Aprile 2020 14:25
Fase 2, il Commissario Arcuri: "O cediamo sulla app, o ci becchiamo il lockdown

App degli spostamenti in Norvegia (Ansa)

ROMA – Il Commissario Domenico Arcuri può oggi vantare un significativo successo nel contenimento del virus: ci sono più ventilatori disponibili che malati in terapia intensiva. Quanto alla Fase 2 e alle polemiche sulla app Immuni, è stato più che chiaro: non sarà obbligatoria (una “farsa” la notizia contraria) ma o ce la facciamo andar giù al prezzo di una piccola rinuncia sulla nostra privacy, o le restrizioni del lockdown ce le dobbiamo tenere ben oltre maggio.

L’obiettivo è il contenimento del virus, l’alternativa è quella appena descritta, non si scappa. “Il fatto di acquisire la libertà di movimento non la possiamo ottenere senza tracciamenti”, ha ribadito il virologo Andrea Crisanti in relazione all’introduzione dell’app per il Coronavirus.

“Più ventilatori che pazienti in terapia intensiva”

“Ci sono ancora 2573 italiani ancora in terapia intensiva, ma ci sono anche 2659 ventilatori che servono a combattere questo virus e a salvare vite. Ieri per la prima volta il numero dei ventilatori ha superato quello dei pazienti in terapia intensiva”. Così il commissario Domenico Arcuri in conferenza stampa alla Protezione civile. “I numeri dicono che il contagio si sta attenuando“.

“O contact tracing o lockdown, questa l’alternativa”

Quanto alla Fase 2, “non dobbiamo abbandonare né la cautela né la prudenza”. Il virus, ha aggiunto, “è ancora tra noi”. Per contenerlo abbiamo dovuto sacrificare parte della nostra libertà, “il contact tracing è una modalità per garantire che in qualche modo vengano conosciuti e tracciati i contatti che le persone hanno, molto importante se qualcuno si contagia. In tutto il mondo alleggerire il contenimento significa essere in grado di mappare tempestivamente i contatti delle persone; l’alternativa sarebbe non alleggerire le misure, privandoci di quote importanti della nostra libertà come in queste settimane è accaduto”.

“App obbligatoria? Una farsa…”

La App per il contact tracing risponderà a due requisiti fondamentali: la sicurezza e la privacy. I dati anagrafici e sanitari dei cittadini dovranno essere conservati su una “infrastruttura pubblica e italiana”. “La privacy e la riservatezza dei dati – ha aggiunto – è un diritto inalienabile ed irrinunciabile”. La App di contact tracing non sarà obbligatoria. Ho letto che noi avremo in testa di rendere obbligatoria la App per i cittadini, questa è una farsa – ha aggiunto – La app sarà e resterà volontaria”. (fonte Ansa e Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev)