Genova, alle 11.36 tutto si ferma. Il ricordo di Ponte Morandi un anno dopo

di alberto francavilla
Pubblicato il 14 Agosto 2019 10:01 | Ultimo aggiornamento: 14 Agosto 2019 11:37
Genova, alle ore 11.36 del 14 agosto 2019 tutto si ferma. Il ricordo di Ponte Morandi un anno dopo

A Genova tutto è pronto per il ricordo di Ponte Morandi (Foto Ansa)

ROMA – Genova, 14 agosto 2019, ore 11.36. La città e l’Italia tutta si fermano per ricordare la tragedia del Ponte Morandi, avvenuta alla stessa ora del 14 agosto 2018. Una tragedia da 43 morti e una ferita non ancora sanata. 43 rintocchi di campana per non dimenticare, per far sì che una tragedia del genere non si ripeta più.

La città ha reagito, si è adeguata alle nuove criticità, ha sopportato i disagi. E ora è chiamata a un gesto di condivisione, cordoglio, solidarietà e vicinanza in onore dei morti e di tutti coloro che per quella tragedia hanno e stanno soffrendo. Il sindaco Marco Bucci vuole così. Ed è per questo che ha rivolto un appello a tutti i genovesi il cui messaggio è “Stringiamoci insieme, sentiamoci comunità”.

Ecco che sui social scrive: “Invito tutti i cittadini genovesi a partecipare alla cerimonia in memoria delle vittime di #ponteMorandi. A chi non potrà intervenire chiedo comunque di osservare un momento di raccoglimento alle 11.36, in qualsiasi posto si trovi. Stringiamoci idealmente insieme per ricordare le persone che hanno perso la vita in quel tragico evento e per sentirci ancora una volta comunità unita, come abbiamo dimostrato in questo anno trascorso. L’appuntamento è alle ore 10 nei pressi dell’area della nuova Pila 9 del futuro viadotto sul Polcevera”. Per quella che lui stesso definisce “una giornata di sobrietà e ricordo”.

Ma a rompere la pax ci pensa Nadia Possetti del comitato dei familiari delle vittime di ponte Morandi. “Domani abbiamo la possibilità di esprimere il nostro dissenso per il fatto che Autostrade continui ad avere le concessioni sulla gestione della rete”. Intanto il comitato ha posto uno striscione con la scritta “14 agosto 2018 – 14 agosto 2019, per non dimenticare” e 43 rose bianche, sul “ponte delle ratelle”, la passerella pedonale vicina al luogo dove si svolgerà l’evento a ricordo.

La cerimonia si svolge in un capannone. Un luogo simbolico che unisce il ricordo della tragedia e la speranza per il futuro, perché proprio lì sta nascendo il primo pilone del nuovo viadotto pensato dall’architetto Renzo Piano come la chiglia di una nave. Alle 10 comincia, in diretta Rai, la cerimonia religiosa celebrata dall’arcivescovo di Genova, il cardinale Angelo Bagnasco. Presenti il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, rappresentanti del Governo, rappresentanti dei familiari delle vittime. Sono previsti gli interventi del sindaco, del governatore Toti, dei familiari delle vittime, del premier Conte e non è escluso quello di Mattarella.

Alle 11:36, momento in cui il ponte crollò, il minuto di raccoglimento a cui il sindaco invita a partecipare in qualunque luogo si trovi. Accompagnato dal suono delle campane a lutto e dal sibilo delle sirene di tutte le navi in porto. Per far partecipare i cittadini alla commemorazione, visto che non era possibile aprire il capannone, il Comune ha piazzato due maxischermi nella zona nord e sud della vicina via 30 Giugno ed ha potenziato il servizio di trasporto pubblico per raggiungere la zona. Qui c’è anche un ambulatorio mobile con medico, infermiere e psichiatra, mentre in tutta la zona sono in servizio 10 ambulanze e 10 team di soccorritori a piedi.

Gli sfollati del ponte Morandi, invece, hanno deciso portare avanti il loro rito collettivo, come fanno da 11 mesi: corteo verso il Polcevera, lancio di 43 rose bianche nel torrente e 43 rintocchi di campana tibetana.

A Genova arriva anche il pensiero di Papa Francesco che dalle colonne del Secolo XIX e della Stampa dice “Il mio cuore è accanto ai genovesi” e aggiunge che di fronte a eventi di questo genere, il dolore per le perdite subite “è lancinante e non facile da lenire, come pure è comprensibile il sentimento di non rassegnazione di fronte a un disastro che poteva essere evitato”. (Fonte Ansa).