Ignazio La Russa, dopo Garbatella scritta contro di lui al Colosseo: il suo nome è a testa in giù FOTO

Ignazio La Russa, dopo Garbatella scritta contro il nuovo presidente del Senato è apparsa anche al Colosseo: il suo nome è a testa in giù. La notizia dello striscione viene diffusa nelle stesse ore in cui si consuma anche uno scontro politico tra la Giorgia Meloni ed Enrico Letta.

di redazione Blitz
Pubblicato il 15 Ottobre 2022 - 18:20 OLTRE 6 MESI FA

Dopo la scritta contro La Russa apparsa sulla serranda della sezione di Fratelli d’Italia a Garbatella, uno striscione il cui il nome del neo presidente del Senato è scritto a testa in giù, è apparso nei pressi del Colosseo sempre a Roma.

La scritta a testa in giù è un chiaro riferimento all’impiccagione di Benito Mussolini. Lo striscione è stato esposto poco dopo le 21.30 di ieri, venerdì 14 ottobre, sul Ponte degli Annibaldi nei pressi del Colosseo. Una pattuglia dei Carabinieri del centro lo ha notato, rimosso e sequestrato.

Lo striscione è firmato da “Cambiare Rotta” 

Sullo striscione, firmato da “Cambiare Rotta”, è scritto “Benvenuto presidente La Russa (il nome è a testa in giù rispetto alle altre parole, ndr). La resistenza continua”.

Sul profilo Fb di Cambiare Rotta Roma si legge: “Saremo ben lieti di mostrare a questo e a questo parlamento il significato di Antifascismo Militante. Ai nostri posti ci troverete, nelle strade, nelle piazze delle città”.

Enrico Letta: “Inizio legislatura con logica incendiaria”. La Meloni: “Si scusi, parole gravissime” 

E nelle stesse ore in cui viene diffusa la notizia dello striscione, Enrico Letta parla del nuovo governo a Berlino a margine del congresso dei socialisti europei. Queste le sue parole: “L’inizio di questa legislatura è il peggiore che potesse esserci. La legislatura comincia con una logica incendiaria da parte di chi ha vinto le elezioni. Chi ha vinto, invece di riappacificare il paese, lo sta dividendo. Ma chi semina vento non può che raccogliere tempesta. Invito a considerare che questo metodo è davvero sbagliato. Si rompe ogni possibilità anche di un rapporto fra maggioranza e opposizione, che è un rapporto nell’interesse del paese”.

“Sono scelte che fanno slittare ancora più a destra la maggioranza” ha concluso Letta.

Parole giudicate gravissime da Giorgia Meloni che replica in una nota chiedendo le scuse al segretario del Pd: “Sono gravissime le parole pronunciate dal segretario del Partito democratico Enrico Letta a margine del congresso dei Socialisti europei a Berlino. Affermare all’estero che l’elezione dei presidenti dei due rami del Parlamento italiano sia motivata da una sedicente ‘logica perversa’ e ‘incendiaria’ e che la scelta dei parlamentari italiani confermi ‘le peggiori preoccupazioni in giro per l’Europa’ è scandaloso e rappresenta un danno per l’Italia, le sue più alte istituzioni e la sua credibilità internazionale. Letta si scusi immediatamente”. 

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