Laura Petrolito, Paolo Cugno confessa l’omicidio della compagna: “L’ho uccisa e buttata nel pozzo”

di redazione Blitz
Pubblicato il 19 marzo 2018 8:11 | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2018 10:14
Ha confessato il compagno di Laura Petrolito, Paolo Cugno

Laura Petrolito (Foto da Facebook)

SIRACUSA – Alla fine, dopo ore di interrogatorio, Paolo Cugno ha confessato: è stato lui ad uccidere Laura Petrolito, la sua compagna di vent’anni, con due figli piccoli, con la quale viveva a Canicattini Bagni, in provincia di Siracusa.

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Luara e Cugno, bracciante agricolo e padre della seconda bimba della donna, da tempo litigavano, secondo quanto hanno riferito alcuni testimoni agli inquirenti. Una zia della vittima ha detto che la nipote era stata picchiata dal compagno più volte, ma non aveva mai voluto presentare denuncia.

Sabato sera i due ragazzi, che vivevano a casa del padre di Laura, si sono allontanati per una passeggiata lasciando la loro bambina di 8 mesi. Il primo figlio della ragazza vive invece con la nonna paterna. Nessuno dei due è rientrato a casa.

In serata, preoccupato, il padre di Laura ha dato l’allarme. Volontari e carabinieri hanno setacciato la zona. Non è chiaro come siano arrivati, in mattinata, alla campagna in cui il corpo è stato trovato. Né se la ragazza sia stata uccisa altrove e poi scaraventata nel pozzo. L’assassino l’ha pugnalata diverse volte, poi l’ha buttata giù. Il corpo però è rimasto intrappolato tra le lamiere che ostruiscono il pozzo artesiano, tanto che il killer avrebbe cercato, invano, di spingerlo in fondo.

“Stiamo ricostruendo la vita della ragazza e la situazione di coppia non ci appare serena. Sembra che Laura litigasse spesso con il compagno ma al momento è difficile dire di più”, aveva detto il comandante provinciale dei carabinieri, Luigi Grasso. “Al momento abbiamo diverse persone sottoposte ad interrogatorio: – aveva spiegato – è fondamentale ricostruire gli ultimi spostamenti della vittima e le persone che ha frequentato. Dobbiamo anche capire se c’è un legame con il luogo dove è stato ritrovato il cadavere”. Alla fine, è stato lo stesso Cugno a confessare.