Naufragio Concordia, Costa Crociere: “Non conoscevamo la pratica dell’inchino”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 febbraio 2014 14:43 | Ultimo aggiornamento: 10 febbraio 2014 14:43

costa-concordiaGROSSETO – Costa Concordia non conosceva la pratica dell’inchino. Lo dice un comunicato della compagnia letto durante il processo a Grosseto sul naufragio della Concordia il 13 gennaio 2012. “Che la società fosse a conoscenza della pratica definita ‘dell’inchino’ è falso. La Società indica la rotta da seguire, ma è poi responsabilità del Comandante decidere eventuali variazioni di rotta. In alcuni casi, viene deciso di seguire la cosiddetta ‘navigazione turistica’, ovvero un avvicinamento alla costa al fine di offrire agli ospiti un’attrazione in più”. Nell’udienza di lunedì si è parlato del passaggio al Giglio del 14 agosto 2011, pochi mesi prima del naufragio del 13 gennaio 2012.

“Queste rotte sono comunque seguite a velocità ridotta, in totale sicurezza e informandone i passeggeri – prosegue Costa spa – Niente di tutto questo è successo la notte dell’incidente. Inoltre, come dimostra la documentazione depositata dal Comandante Generale della Capitaneria Marco Brusco durante l’audizione in Senato del gennaio 2012, basata sulle rilevazioni del sistema AIS (Authomatic Identification System), dal 2011 Concordia ha percorso la rotta Civitavecchia/Savona 44 volte, passando sempre a una distanza di 4/5 miglia dal Giglio. Unica eccezione, oltre a quella dell’incidente, il 14 agosto 2011 in occasione della festa patronale del Giglio, in cui era stato concordato con la Capitaneria e col sindaco il passaggio ravvicinato vicino al Giglio, in sicurezza e a una velocità di 6 nodi”.