Nave Diciotti, ordinato sbarco immediato di 17 migranti: 4 donne non scendono per stare coi parenti

di redazione Blitz
Pubblicato il 25 agosto 2018 15:09 | Ultimo aggiornamento: 25 agosto 2018 20:59
Nave Diciotti, sanità marittima ordina sbarco immediato di 16 migranti

Nave Diciotti, sanità marittima ordina sbarco immediato di 16 migranti (Foto Ansa)

CATANIA – L’ufficio di Sanità marittima di Catania ha ordinato lo sbarco immediato dalla nave Diciotti di undici donne e sei uomini, [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play]. Cinque uomini hanno la scabbia, oltre che soffrire di malattie respiratorie infettive come la polmonite o la tubercolosi, e il sesto un’infezione urinaria. Il ‘medivac’ si rende necessario per il rischio di contagio e la promiscuità. I sei saranno portati nel centro di biocontenimento dell’ospedale Garibaldi centro.

Nel pomeriggio, però, solo 13 dei 17 migranti  sono effettivamente scesi dal pattugliatore della Guardia Costiera. Quattro donne, infatti, si sono rifiutate di scendere perché sono con dei familiari e hanno preferito rimanere a bordo con loro.

Sulla Diciotti, dove nei giorni scorsi erano stati segnalati anche diversi casi di scabbia, sono rimaste complessivamente 124 persone tra eritrei, migranti delle Isole Comore, bengalesi, siriani, un egiziano ed un somalo. Mercoledì scorso erano già scesi dalla nave 27 minori non accompagnati.

Anche la Guardia Costiera ha lanciato un appello al Viminale perché autorizzi lo sbarco dei migranti rimasti a bordo della nave, approdata nel porto di Catania ormai dal 20 agosto. I migranti avrebbero chiesto di esporre un cartello con scritto “Per favore aiutateci”.

Il ministro Matteo Salvini continua con la sua linea dura soprattutto dopo che l’Unione europea il 24 agosto non si è fatta carico della situazione ormai in stallo. Il vicepremier leghista si oppone allo sbarco, soprattutto dopo la reazione dell’Europa che di fatto si è lavata le mani della situazione della nave Diciotti. Il ministro dell’Interno vorrebbe che le procedure di identificazione dei migranti avvenissero a bordo, come ha annunciato alla trasmissione Zapping della Rai la sera del 24 agosto: “Sto valutando la possibilità di fare procedure di identificazione e riconoscimento per individuare profughi veri, che sono la minoranza, dai finti profughi prima ancora che le persone sbarchino”.

Le procedure di cui parla Salvini normalmente richiedono mesi nei centri di identificazione, ma intanto alla nave della Guardia Costiera non resta che attendere le comunicazioni ufficiali dal Viminale, comunicazioni che di fatto non sono mai arrivate. Lo stop allo sbarco infatti è arrivato da Salvini via social network, motivo per cui la Procura di Agrigento sta indagando sull’accaduto.

Intanto a Roma sono in corso negli uffici della Procura le audizioni del Procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio nell’ambito dell’inchiesta sulla nave della Guardia Costiera ferma nel porto di Catania. Il capo dei pm agrigentini sta ascoltando, come persone informate sui fatti, alcuni funzionari del ministero dell’Interno.