Nicola Cosentino, il racket della benzina in Campania dietro l’arresto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Aprile 2014 13:34 | Ultimo aggiornamento: 3 Aprile 2014 13:35
Nicola Cosentino, l'arresto e il racket della benzina in Campania

Nicola Cosentino (Foto LaPresse)

NAPOLI – “Volevi impiantare una stazione di servizio senza preoccuparti troppo anche in presenza di cause ostative?”. Ti rivolgevi a loro. “Avevi problemi con la normativa per l’installazione dei distributori di benzina?”. Ti rivolgevi a loro. “Dovevi riciclare assegni con denaro contante?” Ti rivolgevi a loro. “Dovevi comprare il petrolio raffinato, anche detto benzina?”. Ti rivolgevi sempre a loro, anzi, dovevi rivolgerti a loro.

I “loro” sono Nicola Cosentino e i suoi fratelli Antonio e Giovanni, titolari della Aversana Petroli, Aversana Gas e Ip Service, arrestati insieme ad altre 11 persone la mattina del 3 aprile nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Napoli sulla distribuzione di carburanti in Casal di Principe e Campania. 

Le ipotesi di reato contestate sono di estorsione, concussione, concorrenza illecita con violenza e minaccia, calunnia, favoreggiamento personale e riciclaggio, ipotesi di reato aggravate dalla finalità camorristica. Accuse aggravate, secondo le ricostruzioni dei magistrati, da un’amicizia con il clan dei Casalesi della camorra, che avrebbe favorito i Cosentino, chiedendo il “pizzo” unicamente ai distributori di carburante rivali e “consigliando” il rifornimento presso le ditte della famiglia dell’ex sottosegretario.