Pioltello, i pendolari del treno deragliato: “Quei 2 minuti da incubo… soccorsi lenti”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 gennaio 2018 12:20 | Ultimo aggiornamento: 25 gennaio 2018 12:20
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I soccorsi a un pendolare del treno deragliato a Pioltello (foto Ansa)

ROMA – Oltre due minuti di terrore con il treno che era ormai fuori controllo. C’era chi si faceva il segno della croce. Poi lo schianto. Tra i pendolari sopravvissuti al deragliamento del treno regionale Trenord 10452 a Pioltello – dove sono morte 3 persone e altre 5 sono in gravi condizioni – c’è chi ha raccontato a Sky Tg24 gli interminabili secondi prima del disastro. Ma c’è anche chi accusa il ritardo nei soccorsi: secondo alcuni pendolari infatti, avrebbero impiegato 45 minuti prima di arrivare sul posto.

Secondo una prima ricostruzione, la causa che avrebbe provocato il deragliamento, è stata il cedimento di circa 20 centimetri di una rotaia: la motrice e il primo vagone sono riusciti a passare, i successivi 4 vagoni invece sono usciti dai binari percorrendo oltre due chilometri prima dello schianto. Il convoglio viaggiava a una velocità adeguata per la tratta, circa 100 km all’ora.

Tra i racconti drammatici c’è quello dei genitori di una ragazza che si trovava sul treno. “Ho sentito mia figlia al telefono poco prima. ‘Mamma aiuto, il treno sta uscendo dai binari!’.Poi il silenzio. Non mi ha detto più niente, e ora non risponde più al telefono”. Le immagini dei genitori che attendono notizie nei pressi dei soccorsi, pubblicato da Repubblica Tv.

Un’altra testimonianza arriva da Marcella, una impiegata di 45 anni. “Sono stata davvero fortunata, mi sento miracolata – ha raccontato uscendo a piedi dal centro di coordinamento dei soccorsi – mi sono trovata sull’unica carrozza dove non ci sono stati feriti. Poi quando sono scesa ho visto che era successo un disastro tutto intorno a noi”.

“Sono partita questa mattina alle 6.43, da Treviglio, come faccio tutti i giorni. Improvvisamente ho sentito un grande botto, sono stata scagliata addosso alle persone che erano vicino a me sui sedili, e mentre il treno sembrava frenasse, tutto intorno dei sassi spaccavano i finestrini e entravano nella carrozza e vedevamo delle scintille sui fianchi del treno. La nostra carrozza – prosegue – è rimasta inclinata e faticosamente ci siamo trascinati per terra fino alle uscite che sono state sbloccate dai soccorritori. Non credevamo che fosse così grave, ma quando poi siamo usciti e abbiamo visto gli altri vagoni intraversati abbiamo cominciato a vedere feriti ovunque che urlavano”. “Non so cosa pensare – dice – è una cosa pazzesca, il treno era strapieno perché a Treviglio salgono anche i viaggiatori che provengono dal Bresciano da quando sono stati soppressi alcuni treni locali”.