Cronaca Italia

Roma-alluvione: città più a rischio d’Europa, 300mila in zone pericolo

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La piena del Tevere del 2014

ROMA – Roma-alluvione: città più a rischio d’Europa. Fa impressione sentirlo e sentirlo si accompagna ad una abbondante dose di incredulità? Roma? Ma davvero? Alluvione? Ma quando mai…

Eppure che Roma sia niente meno che la città più a rischio alluvione d’Europa lo ha detto in quel di Palazzo Chigi, mica nel salotto di casa sua, il segretario generale dell’Autorità di Distretto Italia centrale, al secolo Erasmo De Angelis. Uno che, non fosse altro per lavoro e contatto quotidiano, qualcosa di fiumi acque e bacini ne sa. Uno che qualche competenza in materia ce l’ha. Competenze fondate, anche se meno forti dello scetticismo che incontrano.

Roma è a rischio alluvione perché i due fiumi che la attraversano, Tevere ed Aniene, sono da almeno venti anni non curati e manutenuti appunto da mano dell’uomo. Nel Tevere ci sono relitti abbandonati, ma questo sarebbe il meno. Il più è l’incredibile e incontrollata vegetazione che è cresciuta ed occupa e ingombra le sponde. Di più ancora e di peggio c’è l’abusivismo incontrollato di ogni sorta di attività intorno e a soffocare i corsi d’acqua: discariche abusive e nocive, insediamenti illegali, abitazioni, perfino capannoni industriali oltre a depositi di auto rottami e di ogni altro materiale. Di più ancora e di peggio del peggio la foce del fiume Tevere completamente urbanizzata. E quindi lo sbocco naturale delle acque reso contorto e rallentato se non ostruito.

Il Tevere (l’Aniene molto meno) appare dall’alto un fiume domato ed innocuo. Appare così perché scorre dentro l’alveo di muraglioni costruiti nell’Ottocento. Muraglioni che danno ai romani un senso di inviolabilità e invulnerabilità. Quei muraglioni il fiume non li supererà mai in altezza. Vero ma ingenuo: il flusso delle acque alluvionali non scorre solo in altezza. Anzi per lo più va in linea orizzontale. E il bacino idro-geologico-urbano-sociale-amministrativo su cui e in cui vive Roma dice di una città che letteralmente non regge un temporale senza esondare, non qua e là ma più o meno ovunque.

Chi definisce oggi Roma città più a rischio alluvione d’Europa aggiunge che sono 250-300 mila i cittadini che vivono in zone pericolose e la cifra sorprende, stupisce. Non sorprende e stupisce invece che da 20/30 anni nessuno la voglia sentire questa storia e nessuno faccia nulla. Non i politici, non gli amministratori. E neanche i cittadini. Anzi qualcosa ogni tanto fanno, sostanzialmente insieme la gente e la casta: eccezioni, deroghe, chiusure d’occhio, tolleranze, istanze…Qualcosa insieme fanno alla fine elettori ed eletti in Campidoglio e in Regione: peggiorano la situazione.

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