Treviso, Postamat non funziona: prelievi raddoppiati, famiglie rom si rifiutano di restituire i soldi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Luglio 2021 9:51 | Ultimo aggiornamento: 9 Luglio 2021 10:02
Treviso, Postamat non funziona: prelievi raddoppiati, famiglie rom si rifiutano di restituire i soldi

Treviso, Postamat non funziona: prelievi raddoppiati, famiglie rom si rifiutano di restituire i soldi (foto Ansa)

Treviso, Postamat non funziona: prelievi raddoppiati, famiglie rom si rifiutano di restituire i soldi. Sull’accaduto, ha indagato la Squadra Mobile di Treviso. Questo Postamat, ha erogato banconote da cinquanta euro al posto di quelle da 20 euro. Più del doppio di quanto richiesto dai clienti per un guasto tecnico. 

Treviso, Postamat non funziona ed eroga più soldi del previsto: c’è chi ne ha approfittato…

Questo è avvenuto unicamente al Postamat (che sarebbe il bancomat per i clienti di Poste Italiane) presso le Poste di San Liberale a Treviso. I fatti risalgono all’estate del 2019. In particolare ad agosto 2019. Ed il problema tecnico si è protratto unicamente per un giorno. Ma tanto è bastato per fare incetta di soldi dei quali non si aveva diritto. 

Infatti, stando a quanto scritto da Il Gazzettino, alcune famiglie rom di Treviso avrebbero approfittato di questo problema tecnico. Dopo il primo prelievo, ne avrebbero effettuati molti altri. Insomma, si sarebbero accorti del malfunzionamento del Postamat e ne avrebbero approfittato in maniera massiccia. 

Postamat non funziona, famiglie rom di Treviso fanno ritirare soldi da minori (soggetti non imputabili per legge)

Come detto, la Squadra Mobile di Treviso ha individuato tutti i trasgressori. Cioè le persone che in malafede hanno ritirato più di quanto avrebbero dovuto senza segnalare la cosa alla posta.O senza restituire il denaro in eccesso. Ma quasi la totalità di queste persone, nonostante le sollecitazioni attraverso raccomandate con ricevuta di ritorno, non ha restituito il denaro detenuto in maniera illegittima (anche perché i prelievi sono stati fatti effettuare appositamente ad un minore che, in quanto tale,  non è imputabile). Questa condotta, ha generato alla posta un danno di circa diecimila euro. 

Come conclude Il Gazzettino, nei giorni scorsi tutti i 20 indagati sono stati convocati negli uffici della Squadra Mobile per la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari emesso nei loro confronti dalla locale Procura della Repubblica, che, condividendo le risultanze investigative di questo ufficio, ha ipotizzato nei confronti dei predetti il reato di concorso in furto pluriaggravato e continuato.