Egitto, arrestata la giornalista e direttrice di Al Manassa Nora Younis

di redazione Blitz
Pubblicato il 25 Giugno 2020 15:15 | Ultimo aggiornamento: 25 Giugno 2020 15:15
In Egitto arrestata la giornalista e direttrice Nora Younis

Egitto, arrestata la direttrice di un giornale online (Nella foto Ansa, Al Sisi)

IL CAIRO  –  Nuova stretta sulla stampa del generale Abdel Fattah al Sisi in Egitto. La direttrice del sito di notizie indipendente egiziano Al Manassa, la giornalista Nora Younis, è stata arrestata con l’accusa di gestire la struttura senza autorizzazione.

In quello che si profila come un nuovo attacco alla libertà di stampa in Egitto l’arresto è avvenuto dopo un raid computo in redazione al Cairo da otto agenti in borghese.

Il fermo è avvenuto mercoledì 24 giugno, precisa il Middle East Eye (Mee), esso stesso oscurato in Egitto come Al Manassa e circa 500 altri siti.

Younis è una militante per la difesa dei diritti mani e voce critica nei confronti del governo egiziano. E’ stata portata in un commissariato cairota del quartiere di Maadi in attesa di un’udienza in tribunale prevista già per oggi, giovedì 25 giugno.

Gli investigatori hanno anche sequestrato un computer portatile del sito.

Gli agenti non hanno mostrato alcun mandato di arresto. Amnesty International ha chiesto alle autorità di proteggere la giornalista “da qualsiasi tortura o maltrattamento”.

Il quotidiano online della giornalista arrestata in Egitto

Al Manassa, il sito fondato nel 2015 da Younis che era stata fra l’altro anche dirigente presso Al-Masry Al-Youm, un diffuso quotidiano indipendente egiziano, ha ricordato di aver chiesto la licenza già nell’ottobre 2018 ma non ha mai ricevuto risposta.

Il mancato assenso viene usato in Egitto come pretesto per poter chiudere media scomodi, denuncia Mee.

Egitto e libertà di stampa

L’Egitto è al 166° posto su 180 nella classifica mondiale della libertà di stampa 2020 di Reporters sans frontieres (Rsf) e fra i quattro Paesi che arrestano più giornalisti secondo il Committee to protect journalists (Cpj).

Lo scorso maggio era stata fermata anche Lina Attalah, direttrice del sito di notizie indipendente (e oscurato) Mada Masr, ricorda Mee. (Fonti: Ansa, Middle East Eye)