Terrapiattisti in crociera per arrivare alla barriera di ghiaccio, “dove finisce il mondo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 gennaio 2019 13:57 | Ultimo aggiornamento: 15 gennaio 2019 13:57
Terrapiattisti in crociera per arrivare alla barriera di ghiaccio, "dove finisce il mondo"

Terrapiattisti in crociera per arrivare alla barriera di ghiaccio, “dove finisce il mondo”

ROMA – Terrapiattisti in crociera per arrivare alla barriera di ghiaccio, “dove finisce il mondo”. Negli Stati Uniti infatti i terrapiattisti si stanno preparando per quello che loro definiscono “il viaggio del secolo”: per il 2020 la Flat Earth International Conference sta organizzando una crociera di lusso intorno al mondo e sul suo sito la presenta come “la più grande, bella e migliore avventura di sempre”. Al momento non è noto, però, se per la navigazione verranno utilizzati i dati dei satelliti e le carte di navigazioni, basati sul presupposto che la Terra abbia una forma sferica. 

In effetti c’è un piccolo dettaglio con cui queste persone e le loro idee dovranno fare i conti, e cioè che tutte le navi del mondo attraversano mari e oceani basandosi sul principio che la terra sia sferica e di conseguenza si servono di Gps e strumenti per la navigazione elettronic, che permettono di navigare in modo sicuro e tracciare automaticamente la loro posizione. Secondo il sito Flat Earth Wiki qualsiasi potenziale tour operator non dovrebbe essere preoccupato di cadere dalla Terra piatta: a scongiurare il pericolo ci penserebbe la barriera rappresentata dall’Antartide, “che con i suoi ghiacci delimita i confini entro i limiti della Terra, prima di arrivare al bordo e cadere”.

Resta da capire come potrà avvenire la navigazione senza l’aiuto dei satelliti. “Tutte le navi, quelle almeno di una certa stazza, devono avere il Gps, che dà i parametri relativi alla longitudine e alla latitudine, quindi permette di stabilire la posizione con il principio della triangolazione di tre punti noti”, osserva Alberto Zanella, dell’Istituto di Elettronica, Computer e Telecomunicazioni del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ieiit).

Teoricamente sulla terraferma ci si potrebbe orientare anche senza l’aiuto dei satelliti, “ma servirebbero molte radiostazioni e si avrebbero comunque dati meno precisi”, rileva l’esperto. In mare, però, le cose cambiano: “se si navigasse vicino alla costa, si potrebbero ricevere i segnali dalle stazioni radiobase sul territorio, ottenendo dati meno precisi. In mare aperto è difficile pensare di navigare senza satelliti”. La crociera potrebbe davvero diventare molto avventurosa…