Banca d’Italia: “Tasse pesano sui poveri, Imu si può cancellare”

Pubblicato il 23 Aprile 2013 16:06 | Ultimo aggiornamento: 23 Aprile 2013 18:34
Banca d'Italia: "Tasse pesano sui poveri, Imu si può cancellare"

Palazzo Koch, sede della Banca d’Italia (Foto Lapresse)

ROMA – “Le tasse pesano sui poveri e sugli onesti. L‘Imu può essere cancellata: basta sostituirla con un’imposta di pari valore”: parola di Bankitalia. Nell’audizione sul Documento di economia e finanza alle commissioni parlamentari, il direttore centrale per la ricerca economica e le relazioni internazionali dell’istituto centrale, Daniele Franco, ha ribadito che per raggiungere il pareggio di bilancio in termini strutturali nel 2013 “vanno immediatamente dissipate le incertezze sulla stabilità del gettito legato al vigente sistema di imposizione sugli immobili”. Nel documento Bankitalia non si riferisce direttamente all’Imu, ma alla riforma del catasto per eliminare le iniquità.

Durante l’audizione il presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, ha sottolineato che nell’impostazione del Def non si vedono le “esigenze di nuove manovre correttive dei conti pubblici, se non a partire dal 2015 e condizionate nella dimensione dal mantenimento o meno del gettito Imu”.

Franco ha sottolineato che una pressione fiscale al 44% è ”’molto elevata” sia a livello storico sia nel confronto internazionale (è di tre punti sopra la media dei Paesi Ue). “L‘elevato livello di evasione fiscale rende il carico sui contribuenti onesti ancora più ingente” diventando un “ostacolo alla crescita”.

Secondo l’istituto di Via Nazionale è necessario “ridefinire la composizione del carico tributario in modo da ridurre le distorsioni nell’offerta dei fattori produttivi”. Il compito, sostiene Franco, spetta al nuovo governo chiamato anche a “definire, compatibilmente con i vincoli di bilancio, ulteriori misure di sostegno al sistema produttivo e alle fasce più deboli della popolazione”. Tuttavia “per mantenere il pareggio di bilancio anche dal 2015 sarà necessario introdurre ulteriori correzioni, sia pure di dimensioni limitate rispetto a quanto fatto in passato”.