Fca. No operai accordo Marchionne-Uaw. Contratto a rischio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Settembre 2015 13:30 | Ultimo aggiornamento: 30 Settembre 2015 13:30
Fca. No operai accordo Marchionne-Uaw. Contratto a rischio

Fca. No operai accordo Marchionne-Uaw. Contratto a rischio

ROMA – Troppi brindisi e complimenti anticipati sull’accordo Fca-Uaw (United auto workers) a Detroit per il nuovo contratto. Sergio Marchionne e Dennis Williams avevano fatto i conti senza l’oste, in questo caso operai e addetti chiamati a sottoscrivere l’intesa: per ora è una bocciatura su tutta la linea anche se il sindacato non dispera di ribaltare l’esito del voto. Da Jefferson North Assembly Plant (JNAP), lo stabilimento più rappresentativo e duro di Detroit, cuore dell’industria dell’auto, lo schiaffo più pesante: il 66% dei lavoratori ha detto no, percentuale che sale al 77% tra i dipendenti più qualificati.

Il rischio che il contratto salti è diventato ora una possibilità concreta: era dal 1982 che non succedeva, la conseguenza fu uno sciopero di 28 giorni alla Ford. Tutto è cambiato oggi, Obama e Marchionne hanno salvato Chrysler ma a un prezzo elevato per i lavoratori, il doppio standard retributivo. Quelli assunti prima del 2007 guadagnano meno dei nuovi assunti (una differenza di 9 dollari l’ora), un sacrificio imposto per consentire la sopravvivenza di Chrysler all’epoca della fusione con Fiat.

L’accordo ha cercato di ridurre il divario ma i primi riscontri sono negativi. Non solo: oltre agli stipendi gli operai spingono i sindacati a capitalizzare (in tutti i sensi) il loro peso nell’equity (Uaw detiene il 9% di General Motors, il concorrente nel mirino di Marchionne).

Una bocciatura, di sicuro, aprirebbe scenari complessi: l’intesa era stata giudicata come l’apertura di una nuova stagione di relazioni industriali all’insegna dell’ottimismo, dopo i salvataggi dei colossi dell’auto e i sacrifici per portarli a termine. Un simbolo di stabilità ritrovata, con miglioramenti graduali nelle retribuzioni combinati con continua efficienza nei costi e riorganizzazione delle attività produttive. E anche come un segno della fiducia nelle nuove strategie di Marchionne al di là del contratto stesso, comprese cioè le sue avance per orchestrare nuove fusioni e partnership a cominciare dagli approcci rivolti a General Motors.

In caso di azzeramento del contratto, le opzioni sarebbero invece quanto mai incerte: nuovi negoziati tra azienda e Uaw, tenendo conto del no; scioperi o agitazioni che potrebbero danneggiare una casa particolarmente dipendente al momento da pochi modelli molto redditizi, le Jeep; oppure un congelamento del caso-Fca mentre il sindacato cerca intese con le rivali, General Motors e Ford, per superare l’impasse. (Marco Valsania, Andrea Malan, Il Sole 24 Ore).