Lavoro, Istat: mai così tanti occupati. Ma a Di Maio fanno un po’ schifo: sono precari

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 2 luglio 2018 14:04 | Ultimo aggiornamento: 2 luglio 2018 14:04
Lavoro per l'Istat: mai così tanti occupati. Ma a Di Maio fanno un po' schifo: sono precari

Lavoro, Istat: mai così tanti occupati. Ma a Di Maio fanno un po’ schifo: sono precari

ROMA – Lavoro, Istat: mai così tanti occupati, massimo storico dell’occupazione in Italia con 23, 3 milioni di contratti di lavoro in essere [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play]. E’ l’ultima rilevazione Istat appunto. E se davvero il lavoro fosse qui e oggi la maggior angoscia, preoccupazione e speranza della pubblica opinione, allora il dato sarebbe salutato non a champagne ma di certo a Coca Cola frizzante e fresca.

Invece no, invece il dato su mai così tanti occupati, disoccupazione in diminuzione, in calo anche quella giovanile e lavoro femminile in crescita viene vissuto come importuno, fornito dalla realtà quasi a dispetto. E’ il dato di maggio, quando il governo del cambiamento ancora non c’era. Se è un dato buono non può essere attribuito a merito del governo Salvini-Di Maio. Quindi…quindi non è buono.

Infatti a Luigi Di Maio ministro del Lavoro in carica il dato sul lavoro aumentato fa un po’ schifo. E lo dice con chiarezza: “Nulla da celebrare, sia chiaro: è record di lavoro precario”. In effetti circa tre milioni dei contratti di lavoro in essere sono a tempo determinato. Tanti tre milioni. Ma sono contratti di lavoro e non si era mai visto finora un ministro del Lavoro che saluta con dispetto i contratti di lavoro in più nel suo paese. Anche questo deve essere cambiamento…

Luigi Di Maio ministro del Lavoro è al lavoro proprio in queste ore, arriva cosiddetto Decreto Dignità sul lavoro a tempo appunto. Scrive Il Sole 24 Ore che il decreto mette a rischio 900 mila contratti di lavoro in essere in scadenza ad agosto. Il Sole 24 Ore è organo di Confindustria. E gli industriali, ma anche i commercianti e gli artigiani, hanno detto che questo decreto loro non piace. Voce interessata, parte in causa dunque Il Sole 24 Ore. Però parte mica distante e indifferente: Confindustria, Confcommercio, Confartigianato, Confagricoltura sono quelli che lo danno il lavoro.

E che devono rinnovare a fine agosto quasi un milione dei tre milioni di contratti di lavoro a tempo determinato che ci sono. E che fanno sapere che visto che decreto Di Maio aumenta i costi e la burocrazia sui contratti a tempo, magari quel milione non lo rinnovano e confermano tutto. Magari a fine agosto, sai che c’é? C’è che i contratti a tempo scendono, qualcuno sparisce. Come vuole il ministro del Lavoro Di Maio che dichiara: il Decreto Dignità è solo l’inizio. Tra sei-nove mesi magari l’Istat potrà registrare il netto calo del record del lavoro a tempo e dei contratti di lavoro in generale.

A margine, ma non tanto: da ieri primo luglio tre milioni e mezzo di pensionati a basso reddito percepiscono una modesta ma concreta 14° mensilità. E sempre nello stesso giorno il reddito di inclusione, poca roba ma concreta, arriva a due milioni e mezzo di persone. Fanno circa cinque milioni e passa di italiani che ricevono prestazione sociale, denaro, anti povertà. Ma è tutta roba di prima, di prima del governo del cambiamento, roba fatta dagli altri…meglio non dare importanza, sorvolare, schifare un po’.