Legge di stabilità: via tagli Irpef, Iva aumenta solo al 21%, cuneo fiscale ridotto

Pubblicato il 31 Ottobre 2012 18:20 | Ultimo aggiornamento: 31 Ottobre 2012 19:02
Legge di stabilità: via tagli Irpef, stop aumento Iva, cuneo fiscale ridotto

Legge di stabilità: via tagli Irpef, stop aumento Iva, cuneo fiscale ridotto (Il ministro Vittorio Grilli, Foto LaPresse)

ROMA – Legge di stabilità cambia: l’Irpef non viene ridotta, gli sconti fiscali non saranno retroattivi, ma non ci saranno aumenti di Iva per la prima aliquota e il cuneo fiscale verrà ridotto. Sono questi, come già nell’aria da qualche giorno, i “ritocchi” alla legge di stabilità che verranno fatti in Parlamento, secondo un accordo di massima tra il ministro Vittorio Grilli e i relatori delle legge.

Nel corso della riunione tra i relatori della legge e il governo è emersa la volontà di: eliminare la riduzione delle due aliquote Irpef e la retroattività delle detrazioni fiscali, utilizzando le risorse che ne deriveranno per bloccare l’aumento Iva per la prima aliquota, che resta al 10%, e ridurre del cuneo fiscale.

Le risorse che si renderanno disponibili grazie allo stop al taglio delle aliquote Irpef serviranno a sterilizzare l’aumento dell’aliquota Iva del 10% mentre quella del 21% al momento e’ destinata a aumentare di un punto così come già previsto.

Secondo quanto hanno riferito i relatori alla legge di stabilità, Pier Paolo Baretta (Pd) e Renato Brunetta (Pdl), e della legge di bilancio, Amedeo Ciccanti (Udc), il ministro Grilli ha dato la propria ”disponibilità” a riscrivere la manovra a parità di saldi secondo le modalità proposte.

Si tralascerebbe l’abbassamento delle due aliquote Irpef più basse, e si procederebbe alla sterilizzazione dell’aliquota Iva del 10% che incide sui beni di consumo base. Salterebbe inoltre la retroattività del taglio di detrazioni e deduzioni, mentre sulla franchigia e sul tetto di ciascuna di esse, ”si sta ragionando”. Le risorse rimanenti verranno destinate al lavoro. Inoltre il Fondo di 900 milioni che fa capo a Palazzo Chigi verrà ”qualificato”, nel senso che non sarà più generico bensì sarà destinato al ”sociale”.

Ciccanti ha sottolineato che si può parlare di ”intesa sugli obiettivi” tra maggioranza e governo, mentre Baretta e Brunetta hanno evidenziato che non ci sono ancora i dettagli tecnici per formalizzare l’accordo.