Pensioni 2050: assegno dal 40 all’80% dell’ultima busta, a 70 anni. Le simulazioni

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Maggio 2015 11:26 | Ultimo aggiornamento: 21 Maggio 2015 11:28

ROMA – Bisognerà lavorare fino a tarda età (70 anni), in modo costante e sperare di avere stipendi alti per ottenere, diciamo intorno al 2050, una pensione dignitosa. Anche perché non ci sarà più il paracadute statale dell’assegno minimo. L’assegno pensionistico potrà oscillare tra il 40 e l’80% di tasso di sostituzione, cioè il rapporto tra ultimo stipendio e assegno pensionistico. Intorno all’80% è possibile nel migliore scenario futuro – quello che prevede criteri attuariali dove la crescita media annua del Pil reale (al netto dell’inflazione) si attesti all’1,5%, l’inflazione al 2% e la crescita dei salari all’1,5% – lo scenario immaginato dalla Ragioneria dello Stato.

Ma devi aver lavorato per 40 anni, esserti ritirato a 70, ovvero l’età per la pensione di vecchiaia nel 2050. Andarci prima in pensione sarà possibile solo a patto di aver maturato una retribuzione 2,8 volte l’assegno sociale ( 1.256 euro lordi).

Per esempio a 67 anni: ma dovrai avere alle spalle almeno 37 anni di contributi per ottenere il 70% dell’ultima busta paga. Anche a 65 anni: dovrai però aver iniziato a 19 anni  e sudato per 46 anni e infine ottenere un più che soddisfacente 82% dell’ultimo stipendio. Ma questo è lo scenario migliore. Enrico Marro sul Corriere della Sera dà conto degli altri studi in materia.

Simulazioni diverse, fatte per esempio da «Itinerari previdenziali» di Alberto Brambilla, ipotizzando un Pil medio dello 0,5% mostrano un calo di circa 10 punti del tasso di sostituzione. Stime condotte da altri istituti di ricerca giungono a conclusioni ancora più pessimistiche, con tassi di sostituzione che scendono fino al 40% dell’ultima retribuzione, scontando anche alcuni anni di buco contributivo a causa di licenziamenti e cambi di lavoro, ritenuti più probabili per le nuove generazioni. Va infine aggiunto che tutte le simulazioni prevedono tassi di sostituzione più bassi di 5-10 punti per i lavoratori autonomi, poiché questi versano un’aliquota contributiva inferiore (il 22% contro il 33% del lavoro dipendente). (Enrico Marro, Corriere della Sera).

Pensioni 2050: assegno dal 40 all'80% dell'ultima busta, a 70 anni. Le simulazioni

La tabella di “Itinerari Previdenziali” elaborata dal Corriere della Sera