Pensioni giornalisti menagramo e terroristi: “Muori vecchio”

a cura di Sergio Carli
Pubblicato il 2 Novembre 2015 13:08 | Ultimo aggiornamento: 2 Novembre 2015 13:08
Giornalisti menagramo, quasi terroristi: "Muori vecchio"

Franco Abruzzo: augurio di morte da un giornalista anonimo

TORINO – Salvatore Rotondo, giornalista torinese ex Stampa Sera e Stampa, entra in polemica aperta con quel giornalista che, sotto pseudonimo e sotto copertura del nuovo sito delle Associazioni regionali del Sindacato dei giornalisti, ha augurato la morte ai colleghi più anziani e in particolare a Franco Abruzzo, il giornalista in prima linea nella lotta per la difesa dei diritti dei pensionati, tutti i pensionati, non solo giornalisti. Siamo ai confini del terrorismo, aggravato dalla copertura sindacale: sembra di tornare indietro di 40 anni, anni che si sperava non dovessero tornare poiù. Invece l’odio sociale, aggravato dalla naturale competizione fra generazioni, sta facendo riaffiorare sentimenti molto gravi. Ecco il testo del nuovo messaggio di Salvatore Rotondo

Cari amici, ieri ho scritto una Lettera aperta, per rispondere alle opinioni favorevoli al prelievo forzoso sulle pensioni, pubblicate sul blog “Sindacati Regionali di Stampa”.  Nella Lettera aperta accennavo  all’intervento, che ho definito “spazzatura”, pubblicato sotto lo pseudonimo “Fred Stand”. In cui l’autore anonimo arriva ad augurarsi, seppure vigliaccamente attribuendo questo sentimento “ai giovani”, la morte rapida dei pensionati.

Ebbene forse il termine spazzatura non è il più adatto. Perché se in questo caso l’autore rimane sul generico (“Una volta, quando moriva un vecchio giornalista i giovani colleghi esprimevamo cordoglio. Oggi i collaboratori si fanno in segno della croce e dicono “Grazie Dio, una pensione in meno”), in chiusura del testo – particolare che a una lettura frettolosa mi era sfuggito – l’infame arriva ad augurare direttamente la morte, ad una persona specifica, il presidente dell’Unione Nazionale Pensionati per l’Italia (www.unpit.it), che è Franco Abruzzo.
Leggete per credere: “Ti consiglio di vivere solo per far arrabbiare coloro che stanno pagando per la tua pensione. È il solo piacere che mi è rimasto: disse una volta Voltaire, autore nel 1737 dei famosi Conseils à un journaliste. Mi sembra un buon motto per le mummie strette di culo dell’Unpit. L’Inpgi, nonostante la forza miracolosa di Nostra Signora delle Grazie (e che Grazie!) Mimma Iorio, non garantisce l’eternità. Cari colleghi che temete di perdere la ricchezza per pochi euro al mese, l’ora dell’ultimo trasferimento non è molto lontana nel tempo. È bene garantirvi la pace eterna presentandovi davanti a Dio, che non considererà quanto avete dato in più o in meno a Camporese, ma quanto avete trattenuto per voi, per la vostra avidità”.
La colpa di Franco Abruzzo? Lottare da anni, con un lavoro intenso e instancabile per difendere i pensionati. L’intervento di “Fred Stand” non è spazzatura, è merda allo stato puro. Tanto gli dovevamo.
A Franco invece devo le scuse, per aver trascurato questo finale incredibile. E penso di potermi rivolgere a lui, a nome di tutti noi, con un “Forza Franco, grazie per tutto quello che hai fatto, non ti scoraggiare, Ti vogliamo bene”. Salvatore Rotondo