Pil pro capite, Nord doppia il Sud: 34mila euro contro 17mila

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Febbraio 2015 12:24 | Ultimo aggiornamento: 9 Febbraio 2015 12:24
Pil pro capite, Nord doppia il Sud: 34mila euro contro 17mila

Pil pro capite, Nord doppia il Sud: 34mila euro contro 17mila

ROMA – Due Paesi. Uno con il Pil pro capite che è esattamente il doppio dell’altro. Due Paesi anzi uno: l’Italia. Quella del Nord ovest dove il pil pro capite è sopra i 33mila euro e quella del Mezzogiorno dove lo stesso indicatore è inchiodato a 17mila. 

Secondo i dati dell’Istat Il Mezzogiorno con un Pil pro capite di 17,2 mila euro, presenta “un differenziale negativo molto ampio” con il resto del Paese: il suo livello è inferiore del 45,8%, quindi quasi dimezzato, rispetto a quello del Centro-Nord.

Il Pil per abitante nel 2013 risulta, infatti, pari a 33,5 mila euro nel Nord Ovest, a 31,4 mila euro nel Nord Est e a 29,4 mila euro nel Centro. Rispetto al 2011, fa notare l’Istat, si è registrata una riduzione in tutte le regioni italiane, con l’eccezione di Bolzano e della Campania. In particolare, a livello regionale o di provincia autonoma, risulta in testa Bolzano con un Pil per abitante di 39,8 mila euro, seguito da Valle d’Aosta e Lombardia (rispettivamente con 36,8 e 36,3 mila euro). All’ultimo posto della graduatoria si trova la Calabria con 15,5 mila euro, un valore del 61% più basso rispetto a Bolzano e del 57% sulla Lombardia.

A livello di province  è  Milano la  più ricca. Tra le zone più povere d’Italia c’è invece il Medio Capidano (Sanluri e Villacidro). Nel dettaglio, “nel 2012 Milano è la provincia con i più elevati livelli di valore aggiunto per abitante, pari a 46,6 mila euro; segue Bolzano”. Le province che hanno “i più bassi livelli sono Medio Campidano e Agrigento, con circa 12 mila euro, e Barletta-Andria-Trani e Vibo Valentia con meno di 13 mila euro”.

L‘Istat poi conferma un altro dato fin troppo noto. Dolorosamente noto per lavoratori e imprese. Ovvero che in Italia il costo medio del lavoro dipendente, al lordo delle imposte e dei contributi sociali, è di 30.953 euro all’anno. Il lavoratore, sotto forma di retribuzione netta, ne percepisce poco più della metà (il 53,3%), ovvero 16.498 euro. Sono dati del 2012, ma difficile pensare che negli ultimi due anni siano cambiati più di tanto.

Calcola quindi  l’Istat che  “la differenza tra il costo sostenuto dal datore di lavoro e la retribuzione netta del lavoratore, il cosiddetto cuneo fiscale e contributivo, è pari, in media, al 46,7%: i contributi sociali dei datori di lavoro ammontano al 25,6% e il restante 21,1% è a carico dei lavoratori in termini di imposte e contributi”. Quanto al reddito medio da lavoro autonomo, “al lordo delle imposte e dei contributi sociali, è pari a 23.432 euro annui, il reddito netto rappresenta il 69,3% del totale, (16.237 euro)”.