Turismo nel covid ucciso da politici e tecnici incapaci e incompetenti: da Firenze l'accusa di un settore in crisi Turismo nel covid ucciso da politici e tecnici incapaci e incompetenti: da Firenze l'accusa di un settore in crisi

Turismo nel covid ucciso da politici e tecnici incapaci e incompetenti: da Firenze l’accusa di un settore in crisi

Coronavirus, il turismo in Italia massacrato da una classe di politici e tecnici incapaci. Ecco l’S.O.S. di una donna d’impresa: Maria Oliva Scaramuzzi. È fiorentina doc (suo padre è stato
il Magnifico Rettore dell’Università di Firenze dal 1979 al 1991). Già presidente di
AIDDA TOSCANA e del Rotary Club Firenze, titolare di Scaramuzzi Team e Girovagare
Viaggi. È davvero preoccupata, questa volta, della situazione attuale che l’economia
italiana sta attraversando causa COVID.

Strano, per una come lei che a suon di meravigliosi sorrisi combatte le sue battaglie, tutti i giorni, dopo aver persinosuperato il Coronavirus che l’ha colpita personalmente nella sua fase più acuta.

“Noi di Scaramuzzi Team – dice – con 30 anni di professionalità a 360° nel turismo e negli
eventi, siamo ormai alla soglia di un compleanno terribile: un anno senza eventi. Sono
tante le aziende come la nostra che si occupano di organizzazione di congressi,
manifestazioni di ogni tipo e genere.

“Un mondo che normalmente lavora con passione e con entusiasmo per portare il nome del nostro Paese, con grande onore, alla ribalta di grandi e prestigiosi panorami internazionali.

Turismo, un’industria che dà lavoro e ricchezza

“E che produce ricchezza e lavoro per tante, tantissime maestranze. Che porta un indotto turistico imponente e di primissimo livello e di qualità. Che riempie alberghi, ristoranti. Che fa shopping. E che, soprattutto, crea un passaparola determinante per raccontare le nostre città ad altri potenziali, interessanti ed interessati futuri clienti.

“Gli organizzatori di eventi sono il vertice di una catena produttiva di lavoro
assolutamente importante. Si parla di migliaia di persone, uomini e donne che oggi
sono fermi ormai da un anno. Non numeri, ma persone: con tante famiglie e vite da
sostenere”.

Quando le ho chiesto del suo lavoro, infatti, le sue parole mi sono arrivate cariche di
vera preoccupazione e di profonda tristezza. Maria Oliva Scaramuzzi si sente impotente, anche lei come tutti, in questo settore. Che, particolarmente a Firenze come in altre città d’arte,
rappresenta probabilmente la più importante fra le imprese, quella cioè che sostiene
tutta la città e tutto il suo indotto.

Un grido di ribellione dal turismo 

“Il mondo ci ha fermati tutti”  lamenta. Ed il suo è un grido di ribellione. “Perché – dice – non si è capito che proprio nella nostra natura di organizzatori. Si sarebbe potuto trovare il modo di poter continuare la nostra attività. Applicando, noi, più di altre categorie, le opportune, dovute e ragionevoli misure di protezione e sicurezza anti Covid.

“Proprio noi che dell’organizzazione e della responsabilità verso il prossimo
facciamo il nostro credo ogni giorno. Sempre, anche fuori delle pandemie. Saremmo
stati i soggetti più adatti a gestire quest’emergenza con capillare attenzione e senza
rischi.

“Nessuno, fra le aziende che organizzano eventi, si sarebbe mai sognato di violare
regole, ritenute assolutamente giuste in quest’emergenza pandemica. Abbiamo perso
un anno di lavoro. Pur dovendo continuare a pagare spese, costi. Mantenendo tutto il
team in carica ed attivo. Per cercare di rimanere sempre e comunque presenti, per poi
essere pronti finalmente a ripartire.

Vaccini che non arrivano, contratti di incompetenti

“Ma, purtroppo, ancora una volta, – continua – siamo stati zittiti da vaccini che non
arrivano. Tempistiche che si allungano per contratti stilati con poca competenza. Per
cui ora, quindi, non riusciamo più a stare nell’educato silenzio dove tutti ci hanno
relegato: sicuramente non a caso”.

Conosco Maria Oliva Scaramuzzi ormai da anni come una vera “lottatrice”, positiva ed attenta. Che
impara più dalle sconfitte che dalle vittorie. E mi spiace molto sentirla oggi così
impotente e disarmata. Per non aver potuto dare il suo reale e possibile fattivo
contributo di professionista. Proprio anche durante questa terribile emergenza ancora
in atto.

“Se noi abbiamo perso tutto il lavoro che avremmo potuto svolgere, – conclude Maria Oliva Scaramuzzi – il mondo politico, sociale e culturale, però, ha perso la grande opportunità di
ascoltare. Anche tanti professionisti che, come me, avrebbero potuto trovare delle
validissime soluzioni per salvaguardare tante aziende e tanti fatturati”.

Un attimo di silenzio ma poi, con il suo solito sorriso, ritrovo in lei la positività che la
contraddistingue. Infatti mi rassicura dicendo “siamo comunque pronti, però, a
ricominciare a lavorare, con entusiasmo e la stessa disponibilità di sempre, anche da
domani!”

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