Napolitano contro Monti, la beffa dei partiti, Maroni in bilico

Pubblicato il 12 Aprile 2012 10:22 | Ultimo aggiornamento: 12 Aprile 2012 17:17

Riforma del lavoro sugli scogli, la beffa dei soldi ai partiti, spread e tassi in altalena,  dubbi sul Governo con Napolitano che scopre: “La crescita non basta invocarla”, lo scandalo Bossi e Maroni in bilico. Monotoni in fondo e un po’ scontati i giornali di oggi. Come stupirsi di un titolo in prima del Corriere della Sera che dice: “Il malessere italiano, non si investe e non si consuma. Per l’Eurisko [ricerche demoscopiche] il pessimismo paralizza”.  “Uscire e spendere? Abitudini problematiche, pratiche controverse [se ti fai vedere in giro con un pacchetto in mano hai la sensazione di rischiare l’arresto, se giri con una macchina nuova, matematico che ti fermano]. Le aziende sono ancora più immobili: investimenti bloccati, contrazione della spesa pubblicitaria”. Per ora gli italiani non collegano gli effetti alla causa e, scrive il Corriere, “promuovono Mario Monti: se si presentasse alle prossime elezioni con un’ipotesi di governo unitario, voterebbe per lui il 43 per cento degli italiani”.

Ma c’è il ma. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sbotta: “Non basta invocare la crescita” (Sole 24 Ore) e il collegamento con Monti, con il quale ha parlato a lungo nella stessa serata di ieri, è trasparente, tanto che Stefano Feltri sul Fatto quotidiano si interroga: “Il Governo Monti ha fallito? I mercati ormai lo snobbano, gli investitori [sono] diffidenti”. Con alate parole Napolitano ha criticato anche duramente la riforma sul lavoro quale si è ridotta dopo le “intese” non più salve tra Monti,  Pierluigi Bersani e Susanna Camusso della Cgil. Il Pdl ha attaccato frontalmente la riforma del lavoro: “Assalto” enfatizza Repubblica, “Da rivedere” per il più sobrio Messaggero. Stampa parla di “stop” e di testo “da rivedere”. Il Corriere riassume: “Tensione sulla riforma. Il Pdl: va riscritta. Elsa Fornero: niente arretramenti”. Lavoro, tensione sulla riforma Il Pdl: va riscritta. Il ministro Fornero: niente arretramenti”. Sotto il titolo:  “Il Pdl boccia la riforma: serve una profonda revisione. Il ministro Fornero: il governo è disponibile «a miglioramenti» purché «non ci siano arretramenti». Napolitano «preoccupato per il quadro internazionale cupo». Incontro al Quirinale con Monti”. E poi: “Raddoppiano i tassi dei Bot, ma scende lo spread”.

Il Pdl  ha capito che sul lavoro non poteva lasciare troppo terreno alla sinistra e  nemmeno, a destra, all’Udc di Pierferdinando Casini e poi meglio attaccare, poi c’è sempre tempo per avere qualcosa in cambio e Silvio Berlusconi, anima del partito, di cose da scambiare ne ha pur sempre tante.

Delusione generale per la presa in giro sul finanziamento ai partiti: niente tagli e soprattutto niente controlli, se non un vago “gran giurì” di tre giudici (La Stampa), ma fuori dai piedi la Corte dei Conti, cioè l’organo di giustizia amministrativa che in Italia dovrebbe controllare ogni centesimo di spesa pubblica. Entra, ma nel giurì, il presidente della Corte, insieme con i colleghi del Consiglio di Stato e della Cassazione, ma il tutto sa più di fumo negli occhi. Quanto alle società di revisione, a parte il facile richiamo a Parmalat, c’è da chiedersi quale competenza abbiano in materia di diritto amministrativo: ulteriore spreco, visto che i giudici della Corte dei Conti ci sono e li paghiamo da secoli. Già si era sottratta la Protezione Civile di Guido Bertolaso e ha funzionato fino all’arrivo dei Carabinieri e della Guardia di finanza.  Ora i partiti, in nome di malintese autonomia e sovranità del parlamento, non vogliono i controlli degli altri. Dura reazione, solo del Corriere della Sera, Michele Ainis: “Gesti seri, non scorciatoie”, gli altri sembrano troppo assorbiti dalla logica dei partiti, o forse, speriamo, troppo esterrefatti per reagire.

La pattumiera Lega è piena di sorprese: chi sapeva (anche Maroni, sostiene il Fatto), Bossi che sapeva (Messaggero) firmava i bonifici loschi (Corriere della Sera), ma a sua insaputa (Mattino)i conti segreti che affiorano (Repubblica), nuove rivelazioni: “Ecco il dossier su casa Bossi” (Giornale). Ma la doccia fredda arriva da Libero:  “Bossi vuol fregare Bobo. Maroni non può fare il segretario: proibiti due lombardi al vertice e Bossi è già presidente”. Vittorio Feltri dà voce a quello che in molti hanno pensato , ma non è elegante dirlo: “Lega e caccia alle streghe. Non bruciate la Rosi [con la i all’italiana e non la y alla straniera] solo perché è terrona” e un po’, vien da aggiungere pensando alla guardia del corpo-amante, anche perché donna.

Altre notizie. Italia Oggi (pag.27): “L’albo salva la falsa partita Iva, la presunzione di co.co.co. non si applica ai professionisti”.

il Giornale (era ieri su Italia Oggi): “Sorpresa, l’Imu è fuorilegge”.

 

Il Messaggero e la demagogia del camerata Alemanno, biciclette al posto del salto nel cerchio infuocato: “Roma città aperta alle bici”, il 28 aprile “sit-in” dei ciclisti italiani ai Fori imperiali, venerdì 28 aprile.

Corriere della Sera. Il mercato reale del lavoro: “L’offerta del supermercato Pam: 400 euro al mese, studenti assunti di domenica. Già 5.000 domande” di Dario Di Vico.

Gazzetta dello Sport: “Questa Juve è veramente spaziale“.

Le rassegne dei giorni e mesi scorsi.