Andrea Bocelli pentito, negazionista del covid. Ma è lo stesso del concerto in piazza Duomo? L’artista è grande ma queste sono cose serie

di Antonio Del Giudice
Pubblicato il 28 Luglio 2020 18:29 | Ultimo aggiornamento: 28 Luglio 2020 20:17
Andrea Bocelli (nella foto) pentito, negazionista del covid. Ma è lo stesso del concerto in piazza Duomo? L'artista è grande ma queste sono cose serie.

Andrea Bocelli pentito, negazionista del covid. Ma è lo stesso del concerto in piazza Duomo? L’artista è grande ma queste sono cose serie.

Coronavirus e artisti. Ogni italiano è consapevole che dissentire da una star è come parlare male di Garibaldi.

Peggio mi sento, se la star in questione si chiama Andrea Bocelli, venerato cantante lirico al limite dell’idolatria. Il divo tenore, poco più di tre mesi fa, ha tenuto uno straordinario concerto a Milano, nella piazza Duomo deserta, col mondo serrato in casa. Lo hanno seguito 25 milioni di spettatori segregati a causa del Coronavirus.

Quelle note erano preghiera e lamento dell’uomo abbandonato dal Cielo. Supplica come nei giorni delle grandi tragedie, delle guerre e delle pestilenze. Gli acuti del cantante erano la confessione dell’umana impotenza.

Da quella sera, la piazza Duomo di Milano diventava il simbolo della sofferenza, delle paure e della resistenza del mondo costretto a isolarsi. La scienza, sorpresa dalla Bestia, raccomandava soltanto rinuncia alla libertà di nuocere a se stessi e agli altri.

Bocelli, con la sua voce lanciata verso il cielo, era il simbolo dell’ineluttabilità. La strada da percorrere passava per le piazze vuote. I morti diventavano migliaia ogni giorno. E i vivi combattevano per la sopravvivenza in solitaria.
Non sappiamo che cosa ci riserva il futuro. Se guardiamo al grande mondo con gli infettati a milioni, possiamo dire, per ora, di aver arginato il Virus. Grazie anche e sopratutto alle attenzioni capillari e alle piazze vuote come quella del 12 aprile con Bocelli.

Non può dunque non sorprendere l’ultima uscita del venerato tenore che si sente “umiliato” per le libertà a lui negate durante l’isolamento. Anche lui all’attacco del governo e di Conte. E per di più a fianco del Salvini disobbediente.

Una rivoluzione contro le mascherine, le distanze, le precauzioni che i nostri medici più accorti continuano a raccomandare. Perché l’attacco al governo è, di fatto, attacco agli scienziati che si sgolano ogni momento in nostra difesa.

Ora, non è per parlare male di Garibaldi, ma il Bocelli di piazza Duomo che si allinea ai “disfattisti” è un altro increscioso segno dei tempi. La pratica della tuttologia solletica anche le menti migliori. E se provassimo tutti a fare ognuno il proprio mestiere? Sutor, non ultra crepidam… Può valere anche per i genî delle arti?