Fase 4, ci siamo già dentro. Quando il lockdown? Fase 5: è la patrimoniale?

di Bruno Tucci
Pubblicato il 31 Ottobre 2020 11:25 | Ultimo aggiornamento: 31 Ottobre 2020 11:25
Fase 4, ci siamo già dentro. Quando il lockdown? Fase 5: è la patrimoniale?

Fase 4, ci siamo già dentro. Quando il lockdown? Fase 5: è la patrimoniale?

Ora le regioni a rischio sono diventate undici e quattro di esse dovrebbero già chiudere: Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Calabria, oltre alla provincia di Bolzano.

“Per questi territori siamo già in fase quattro”, ammoniscono i virologi. E aggiungono: “Non si può attendere oltre”. Il governo che fa? E’ incerto, balbetta, si divide, temporeggia. Giuseppe Conte è alle strette, perde di popolarità, dovrebbe agire subito. Al contrario continua a riunirsi con virologi, capigruppo della maggioranza, sindacati. Ma il risultato è sempre lo stesso. I contagi aumentano (ieri se ne sono registrati 31084 con 199 decessi) e da Palazzo Chigi le risposte tardano ad arrivare. “Stiamo perdendo solo tempo”, titola stamane il più importante quotidiano del Mezzogiorno. Ha ragione? Con tutto il rispetto dovuto alle istituzioni, si dovrebbe replicare con un “si”.

Da settimane si invoca più unità tra i partiti che siedono in Parlamento. Solo con uno sforzo comune si potrebbe cercare di combattere o per lo meno limitare i danni del virus. Invece, la polemica non si placa, ha una costante giornaliera. Walter Veltroni, un veterano della politica, è infuriato. “In questa maniera non si va da nessuna parte”, afferma.

“La smettano di bisticciare perdendosi in discussioni inutili e pensino alle cose serie. Ai trasporti, alle scuole, al lavoro, a chi ha perso lo stipendio o il salario, a quanti soffrono perché non hanno più i soldi per mettere insieme il pranzo con la cena”.

Al contrario che cosa succede? Che la polemica infuria e anche il terrorismo islamico, che ha terrorizzato la Francia, entra di prepotenza in casa nostra. Per via del killer tunisino sbarcato a Lampedusa e una volta “ottenuto” il foglio di via per essere rimpatriato è fuggito oltr’Alpe. I “misteri” sono due. Primo: perché non lo si è controllato dopo avergli ordinato di tornarsene a casa? Secondo: in che modo ha oltrepassato la frontiera con tanta semplicità?

Nell’occhio del ciclone finisce il ministro degli Interni Luciana Lamorgese, di cui Matteo Salvini chiede le immediate dimissioni. La risposta è netta: “Il senatore pensi alle sue beghe ed ai suoi decreti di sicurezza che hanno solo prodotto insicurezza”. Allora, come si può pensare di frenare la pandemia se il clima non cambia?

Mattarella, dal Colle, continua a mandare messaggi di coesione. Ma da questo orecchio né Montecitorio, né Palazzo Madama ci sentono. Chi vorrebbe subito un lockdown senza altri tentennamenti. Chi, invece, è per un’azione più morbida. Gli stessi scienziati la pensano in modo diverso. E nel Paese si tocca con mano uno scollamento sociale che diventa ogni giorno sempre più pericoloso. Ieri, è stata la volta di una manifestazione di protesta a Firenze che voleva essere pacifica. E’ finita con una guerriglia che ha invaso tutte le strade del centro con lanci di bottiglie, di pietre e bombe molotov.

Ciò che più si rimprovera al governo è l’impreparazione. Questa poteva essere tollerata nello scorso inverno quando il virus invase il Paese e di lui non si conosceva nulla. Ora, dopo una estate trascorsa “in piena libertà” non ci si poteva far prendere in contropiede perché ormai tutti conoscevano la potenza del Covid.

Adesso, si corre ai ripari in ordine sparso. Una zona rossa di qua, una di là. Chi chiude le scuole e chi è completamente contrario. Chi vorrebbe procedere a piccoli passi e chi invoca una chiusura completa per almeno un mese per arrivare più tranquilli al Natale.

Quello che si imputa a Conte ha un refrain sempre uguale: deve decidersi. Da Palazzo Chigi replicano: “Come si fa a prendere provvedimenti in un Paese così diviso?”.

Nel contempo la crisi economica avanza e le casse sono vuote. Non ci sono i soldi del Mes, né quelli del Recovery Fund. Vuoi vedere che alla fine chi pagherà le spese di questa situazione saranno gli italiani con una bella e improvvisa patrimoniale?