“Basta Monti…Merkel scuci!” Il Pdl sogna il botto di luglio

di Lucio Fero
Pubblicato il 21 Giugno 2012 - 14:02 OLTRE 6 MESI FA

ROMA- Dicono sia in grande difficoltà e i sondaggi e le cronache confermano: sotto il 20 per cento, forse abbondantemente sotto le intenzioni di voto ad oggi per il Pdl e dentro quel che resta del Pdl un numero troppo vasto e discorde di sotto sezioni e fazioni; gli ex An, i liberali, i berlusconiani senza se e senza ma, gli ex socialisti, quelli che guardano a Casini, quelli che riallacciano con Maroni…

Dicono soffra la “sindrome Pasok” e da questa voglia guarire ad ogni costo e con ogni mezzo. La “sindrome Pasok”: cioè sostenere, identificarsi con il risanamento finanziario del paese, con l’Europa, l’euro e finire dissanguati elettoralmente. E’ successo al partito socialista in Grecia che la Grecia la governava e che soprattutto alla Grecia ha dovuto dire come stavano davvero i conti. Può succedere, anzi sta succedendo al Pdl in Italia, Pdl che elettoralmente andava a gonfie vele fino a che diceva agli italiani che l crisi non c’era e le tasse sarebbero diminuite. Da quando il Pdl non canta più canzoni di fantasia ma declina la prosa della realtà non lo votano più.

Ma a questo triste destino il Pdl, Berlusconi in testa, ha deciso di non soggiacere, di ribellarsi. E quindi il Pdl è tornato, non proprio come ai vecchi tempi, ma alle care e consolidate abitudini e convinzioni sì. Sequenza serrata: la riforma istituzionale che conta è quella che mi conviene. Per cui se la Lega vota in Parlamento per me, io voto per la Lega. E se ci va di mezzo il taglio dei parlamentari alla prossima legislatura, peccato. Non era gran taglio, anche se non si fa la gente resta furiosamente anti politica lo stesso. Meglio tessere la trama e il ponte di una possibile alleanza elettorale, tra un po’ si vota, che vogliamo fare? E poi niente voti Pdl per consegnare ai magistrati un parlamentare, non sia mai. E poi visto che arrivano nuovi reati e pene sulla corruzione, allora che i giudici sappiano che devono pagar di tasca loro se fanno danno: ragazzi in toga, attenti alle indagini e come vi muovete. E poi queste intercettazioni le vogliamo tagliare e coprire oppure no? Tutta roba classica, anzi vintage Pdl che però torna, eccome se torna.

Ma finora è solo il piatto degli antipasti. Il pranzo forte è fatto di due portate. La prima è : “Basta Monti”. E’ d’ora in poi la linea guida del Pdl. Basta nel senso di basta fare senza che il Pdl ti autorizza. O anche basta fare del tutto. O anche basta proprio con il governo. Linea strategica che va inverarsi nella mossa tattica: “Guarda Monti che se torni a mani vuote dal vertice europeo di fine mese, allora stacchiamo la spina, se non porti niente a casa, allora vai a casa e facciamo le elezioni a novembre”.

Se la prima portata del pranzo forte Pdl è “Basta Monti”, la seconda è “Merkel scuci”. I soldi ovviamente. Alla Merkel sia pure in via indiretta lo ha spiegato Berlusconi: “O accetta che la Bce stampi soldi per finanziare il debito e la spesa di tutti gli altri, oppure può uscire con tutta la sua Germania dall’euro oppure esce l’Italia dall’euro che è più o meno uguale”. Anonimi ma veggenti consulenti hanno spiegato a Berlusconi che uscendo tutti dall’euro e l’euro da tutti ci guadagnano tutti. Benedetta gente, e allora perché tutto questo casino, andate da Berlusconi che vi spiega.

“Basta Monti” e “Merkel scuci” sono architrave e sostegno intorno ai quali va a riorganizzarsi la destra italiana. C’è una qualche singolare assonanza: Basta Monti e Merkel scuci lo si sente nei cortei elettorali del nuovo che avanza imponente, sì, insomma Grillo. Ma basta Monti e Merkel scuci è anche di casa a casa Di Pietro e pure a casa Vendola e qualche eco risuona anche in casa Pd, vero Stefano Fassina? Ben tornato Pdl, ben arrivato Grillo, ben ritrovata sinistra: poi i fetentissimi mercati non si fidano dell’Italia 2013. Chissà mai perché, deve essere perché ci odiano.