Terremoti, alluvioni, il colpevole è…dentro lo specchio

di Mino Fuccillo
Pubblicato il 11 novembre 2014 15:42 | Ultimo aggiornamento: 11 novembre 2014 15:45
Terremoti, alluvioni, il colpevole è...dentro lo specchio

Genova dopo l’alluvione (foto Lapresse)

ROMA – “Uccisi un’altra volta!”. “Strage senza colpevoli!”. Così le grida dei familiari di alcune delle vittime del terremoto de L’Aquila. Grida perché il Tribunale ha assolto i sismologi e non ha confermato la loro colpevolezza. Colpevolezza di non aver dato gli allarmi giusti, nel tempo giusto, nel modo giusto. Gridano “vergogna” i parenti e gridano “strage senza colpevoli” e tutta la carovana delle telecamere prima e poi del sentir comune registra come ovvie e naturale queste grida. Invece sarebbe ora di dire basta a questo tipo di grida. Basta perché sono grida che mentre invocano “colpevoli che la giustizia mafiosa copre” in realtà coprono i veri colpevoli, quelli che ci danno dentro con gli alibi per se stessi.

A L’Aquila, prima del terremoto, prima della grande scossa e anche prima delle piccole scosse, qualcuno ha costruito edifici pubblici e privati diciamo così in economia. E sicuramente senza neanche pensarci a costruire in maniera anti sismica. Quindi eccoli i colpevoli: chi ha costruito così, chi lo ha fatto fare, chi non ha avuto nulla da obiettare, anzi. Quindi i costruttori, le aziende, gli amministratori pubblici e privati, i professionisti, le maestranze, la Pubblica Amministrazione e, ultima ma non ultima, la gente, la gente comune cui fa comodo e piacere si costruisca senza spendere troppo e senza rompere troppo le scatole. E’ stato così a L’Aquila ed è così quasi per ogni dove in Italia. Un politico o uno Stato che imponesse i costi del costruire anti sismico l’elettorato lo triturerebbe e poi lo seppellirebbe sotto montagne prima di indifferenza, poi fastidio e quindi ripulsa. Non fa piacere dirselo, soprattutto allo specchio. Ma è così e non altrimenti.

In Liguria ma non solo in Liguria ogni volta che piove è ormai alluvione. Ma chi ha “terrazzato” di villette quasi tutta la mezza costa ligure? (ricordate la terrazza abusiva che scivolando aveva causato la frana sulla linea ferroviaria?) Certo le giunte e i consigli, la politica e le caste. Ma con il placet e gradimento di imprenditori, professionisti, artigiani, commercianti, brava e ottima gente comune che se ne frega altamente dello “ambiente” quando con un calcetto in culo all’ambiente si possono fare un po’ di soldi.

In Toscana esondano torrenti, schizzetti di fiume di neanche 20 chilometri e diventano corsi alluvionali. Ma chi ha riempito il letto dove scorreva il torrente di residui della lavorazione del marmo? Chi ha costruito case alla foce, dove sboccano i fiumi in Sicilia e Calabria? Deve essere una cultura, quando non ci piazzano palazzine in cemento, ci piazzano almeno un camping. Di modo che quando piove…Chi ha cementificato, stratificato di capannoni, piazzole, rotatorie, magazzini quasi l’intera “padania”? Chi a Roma e nel Lazio ha fatto e fa dei fiumi e fiumiciattoli private discariche? Chi ha riempito la costa jonica della Calabria di viadotti che pencolano sul nulla? Chi intorno al Vesuvio ha realizzato insediamenti umani per centinaia di migliaia di persone che un vulcano eruttivo come il Vesuvio può incenerire? Chi ha accettato che il suo territorio diventasse discarica per rifiuti nocivi e questo per decenni e su scala intensiva?

Certo, l’industria, l’astratta industria. La speculazione, l’astratta speculazione. La camorra, la mafia e tante altre malefiche entità. Certo l’ignavia e incompetenza di chi non controlla, non sgombera, non manutiene. Certo, la corruzione e l’inefficienza sono tra questi “chi”. Ma ovunque a monte e a valle dei disastri  naturali, o meglio delle conseguenze dei disastri naturali, c’è la gente comune. Quella che poi grida alle “stragi senza colpevoli”. I colpevoli o almeno gran parte di loro stanno…dentro lo specchio. Basta specchiarsi per trovarli. Opinioni pubbliche  indifferenti e programmaticamente, orgogliosamente ignoranti della tutela del territorio. Segmenti sociali, categorie, interessi, aziende e anche singole famiglie che della tutela del territorio se ne fanno un baffo quando si tratta del loro lavoro, cantiere, profitto, casa e casetta. Contribuenti ed elettorato che si mangerebbero vivi chi facesse rispettare divieti e chi spendesse per pubblica bonifica del territorio e non per incentivi al privato sfruttamento del territorio.

E’ pieno di colpevoli, basta guardarsi allo specchio. Ma l’idea di portare anche un briciolo di responsabilità, proprio perché fondata e provata, suscita ira e indignazione e genera una voglia pazza, sì proprio pazza, di qualcuno da mettere alla gogna e al rogo. Il sismologo che non solo non ha previsto il terremoto ma si è anche spinto a dire che una previsione di forte scossa per quella notte non c’era è perfetto per il ruolo. Scienziato mangia pane a ufo e pappa e ciccia con il potere ingannatore: ecco i killer perfetti, i complici efferati del terremoto. E complici delle alluvioni sono sindaci votati perché non rompessero le scatole a chi vuole ampliare un po’ casetta, ampliare molto la cubatura, piazzare due palazzine là, tre bottegucce qua…Tutta gente che lavora, per carità. Sindaci eletti per far scorrere la moneta poi diventano complici dell’alluvione. Scienziati, sindaci, esperti…Magari sono pessimi scienziati, sindaci ed esperti. Ma non è la loro competenza che si misura. Serve la loro colpevolezza come alibi per le responsabilità di massa.

Abbiamo i pagliacci all’Opera e non è una piéce  lirica, è la grottesca vicenda dei licenziati all’Opera di Roma, licenziati perché lavoravano un terzo dei giorni dell’anno e impedivano al Teatro di esistere senza le decine e decine di milioni di pubbliche sovvenzioni, licenziati e poi non più licenziati. I pagliacci, tutti pagliacci e clown perché i licenziati sono rimasti quelli di prima e come prima del licenziamento/no licenziamento. Abbiamo i sepolcri imbiancati a Pompei: sindacati che bloccano gli scavi perché sono state assunte persone a loro insaputa e senza il loro controllo. Sepolcri imbiancati da sindacati, lobby se non proprio clan imbiancati da sindacati.

Abbiamo la denuncia alla magistratura delle politica altrui. Uno di M5S è andato a denunciare il “patto del Nazareno”. A parte la singolare ingenuità, peraltro condivisa da milioni di cittadini e centinaia di giornalisti, secondo la quale un patto, specie se indicibile e osceno, si mette su carta nero su bianco, a parte la visione a fumetti della politica e del mondo, a parte che il “patto del Nazareno” denunciato perché “tutto regola e dispone” non ha regolato e disposto neanche il primo presunto capitolo, l’elezione dei membri della Corte Costituzionale e del Csm come M5S ben sa, a parte che il “patto del Nazareno” forse salta e non regolerà e disporrà neanche la futura legge elettorale, a parte che il mestiere della politica, delle buona politica è quello di fare patti e accordi mentre solo una intossicata e ormai tossica e tossicodipendente sub cultura di cittadinanza giudica “inciucio” ogni accordo, intesa o patto…

Ecco, a parte tutto questo mare di cose, abbiamo un paese cui sembra tutto sommato naturale, al massimo un po’ strambo denunciare alla magistratura un accordo politico. Un paese cui questo sembra naturale, al massimo un po’ strambo, è un paese che ha introiettato l’idea venefica che la politica degli altri è sempre e non può che essere altro che crimine. Ecco un paese così e una società così incivile può benissimo credere di non avere nessuna responsabilità quando terremoti e alluvioni abbattono e uccidono e gridare alla “strage senza colpevoli”. Colpevoli? Basterebbe guardarsi allo specchio. Ma la brava e comune gente sembra proprio non reggere più lo sguardo in uno specchio.