Salvini, il trono traballa, Zaia e Meloni lo insidiano, Papeete e mojito fanno male

di Bruno Tucci
Pubblicato il 7 Agosto 2020 14:22 | Ultimo aggiornamento: 7 Agosto 2020 20:17
Salvini (nella foto), il trono traballa, Zaia e Meloni lo insidiano, il Papeete fa male

Salvini, il trono traballa, Zaia e Meloni lo insidiano, il Papeete fa male

La pace non è un sostantivo alla moda tra le forze politiche. Dopo i 5Stelle, ora è la Lega ad entrare nell’occhio del ciclone.

Lega in subbuglio. Alla base non è andata giù l’dea di Salvini di “abbandonare il Nord” per un partito che sia più nazionale o, se volete, più meridionalista. Quest’ultimo è un termine che fa venire l’orticaria ai vecchi fedelissimi del Carroccio.

A loro non va a genio il fatto che si spendano inutilmente tanti soldi per un Sud che questi danari li getta al vento. L’ultimo esempio arriva da Mantova, dove un notevole numero di iscritti alla Lega ha stracciato la tessera e grida a gran voce una svolta. Quale? Sostituire Salvini? Questa ipotesi che fino ad un anno fa era considerata una pura follia oggi è più di una indiscrezione.

Dopo il disastro del Papeete, il buon Matteo rischia non solo la poltrona, ma addirittura la leadership del centro destra. Nel partito non sono pochi coloro i quali sostengono che è maturo un cambio della guardia per frenare il salasso che sta subendo il partito.

Con chi? Con Zaia, il governatore del veneto? Può darsi. Lui  ha ottenuto un grande consenso quando imperversava la pandemia. Potrebbe essere il personaggio giusto per far ritornare il Carroccio ad essere di gran lunga il primo partito italiano.

Non è la sola gatta da pelare per Salvini. Ne spunta all’orizzonte un’altra ben più grave. Si dice da più parti che il capitano non ha più quel carisma necessario per guidare l’opposizione.

Il centro destra naviga tra mille incertezze e altrettante divisioni, le polemiche e le critiche dello stesso Salvini non hanno più la determinazione e il successo di un tempo. Insomma, è giunto il momento di guardarsi in faccia e di non nascondere la polvere sotto il tappeto.

Dietro la Lega, ad un soffio ormai dai numeri dei sondaggi, avanzano i Fratelli d’Italia con una Giorgia Meloni che ha sempre più fans nell’opinione pubblica. “Una donna al timone di un’alleanza avrebbe un significato dirompente ed allora perché non provarci?” Parole che vengono da una base che è più che mai sconcertata dal successo del premier e dalla discesa dell’opposizione”.

La numero uno di quel partito non parla, anzi tace e si cuce la bocca. Quando le chiedono se la voce ha un fondamento risponde con un sorriso e dribbla i cronisti. Sa come comportarsi con loro. Ha cominciato da giovane a far la giornalista per poi dedicarsi a tutto campo alla politica.

Sul fuoco di questa svolta, per ora virtuale, getta acqua ghiacciata Maria Stella Gelmini pronta ad affermare che tra i partiti dell’opposizione regna la pace più assoluta e che per il premier Conte è vicino lo sfratto da Palazzo Chigi.

Ipotesi quanto mai azzardata se si vanno a leggere i dati che danno in grande ascesa il gradimento degli italiani per l’avvocato del popolo. Presidente del Consiglio che non potrà però vivere giorni tranquilli nemmeno nel mese di agosto quando si dovrebbe pensare solo alle vacanze.

I migranti, la scuola, i licenziamenti, il Pil, gli scienziati che sostengono che la chiusura totale del Paese è stata frettolosa. A farla breve, una serie di interrogativi che a settembre, se non prima, dovranno avere una soluzione. In caso contrario, il governo tornerà a ballare.