Politici e pedofili a Google: “Diritto all’oblio, cancellaci dalle ricerche”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Maggio 2014 13:37 | Ultimo aggiornamento: 16 Maggio 2014 13:37
Politici e pedofili a Google: "Diritto all'oblio, cancellaci dalle ricerche"

Politici e pedofili a Google: “Diritto all’oblio, cancellaci dalle ricerche”

ROMA – “Abbiamo il diritto ad essere dimenticati“. Politici e pedofili chiedono al motore di ricerca di Google di applicare il diritto all’oblio e rimuovere i link che fanno riferimento alle loro storie dai risultati delle ricerche. La Bbc spiega che dopo l’ok al diritto all’oblio sancito dalla corte dell’Unione europea, in molti si sono fatti avanti per chiedere la cancellazione dei risultata sgraditi.

Tra coloro che hanno chiesto la rimozione dei link figurano un ex politico, un uomo accusato di pedofilia e un medico che non gradiva i commenti positivi dei suoi pazienti che apparivano tra i risultati delle ricerche a suo nome.

Se Google si era detto in disaccordo con la decisione dei giudici della corte europea, che avevano dato ragione ad un avvocato spagnolo che aveva fatto causa al colosso di Mountain View, per ora la società non ha ancora commentato le richieste arrivate da altri utenti dopo la sentenza.

Una sentenza che contraddice in toto quella emessa lo scorso anno dall’avvocatura generale dell’Unione europea, che riteneva i motori di ricerca non responsabili per i contenuti pubblicati da terzi che apparissero tra i risultati.

Viviane Reding, membro della commissione europea, ha commentato la sentenza come

“una chiara vittoria per la protezione dei dati personali dei cittadini europei”,

ma sono già in molti a temere che dalla protezione dei dati personali si possa così facilmente passare alla perdita della libertà di parola.

Nonostante la sentenza non richieda la cancellazione della notizia dal web, ma solo che non appaia tra i risultati dei vari motori di ricerca, sono già in molti che hanno chiesto a Google di applicare la sentenza, che apre così un dibattito su cosa violi la privacy e cosa il diritto alla libertà di parola e all’informazione.